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Cos’è l’Internet delle cose?

Cos’è l’Internet delle cose?

Cos'è l'Internet delle cose?

Più passa il tempo e più ci abituiamo ad essere connessi.

Prima c’erano i computer, poi i laptop, i palmari, gli smartphone, adesso addirittura gli orologi da polso… E gli assistenti vocali, fidati soprammobili pronti ad esaudire ogni richiesta in risposta ad un “Hey, Alexa!”; ricordi invece quando Siri era appena nata e non riuscivi neanche a ordinare di fare una telefonata?

Se però già adesso ti sembra di passare troppo tempo online e di affidarti troppo allo smartphone, continua a leggere.

Esiste un intero concetto chiamato “Internet delle cose” (Internet of things) che tratta proprio l’estensione di Internet ad oggetti e luoghi che non sono stati originariamente progettati per connettersi.

 

Quando si considera un oggetto intelligente?

 

Questi oggetti, chiamati smart objects, per essere definiti smart (intelligenti, appunto) devono possedere alcune funzioni peculiari: identificazione, localizzazione, diagnosi di stato, interazione, elaborazione dati e connessione.

  • Identificazione: devono essere dotati di un identificativo unico che li distingua da tutti gli altri oggetti connessi alla rete (un po’ come l’indirizzo IP per un PC)
  • Diagnosi di stato: devono conoscere il proprio stato di funzionamento e se necessitano di manutenzione
  • Localizzazione: devono conoscere la propria posizione nello spazio (dov’è finita la mia auto?)
  • Interazione: misurare variabili come il livello di inquinamento, l’umidità, la temperatura oppure i consumi energetici di energia elettrica, acqua e gas
  • Elaborazione dati: selezionare quali informazioni trasmettere tra tutte quelle raccolte
  • Connessione: la capacità di trasmettere informazioni, la più importante

Si stima che ad oggi esistano circa 26 smart objects per persona. Un numero esorbitante, chiaro, che non accenna a diminuire e, anzi, aumenta esponenzialmente di anno in anno. Spesso non ci accorgiamo di essere circondati da questi oggetti (forse è anche per questo che 26 a persona sembra incredibilmente alta, come stima) in parte per comodità e in parte per semplice ignoranza dell’argomento. Tuttavia molti degli smart objects più comuni fanno già parte della nostra quotidianità, passando quasi inosservati.

Andiamo a vedere dove si trovano questi smart objects e come vengono applicati in vari settori:

 

Internet delle cose nel privato

Non solo smartphone, ma molti dei device che usi quotidianamente: smartwatch, smartTV, impianti audio wireless, assistenti vocali… Nel migliore dei casi viene tutto inglobato in una smart home. Cos’è una smart home? Pensa al tuo impianto di domotica domestica, però sotto steroidi: tapparelle che si alzano quando sorge il sole senza che tu le abbia programmate perché semplicemente seguono gli orari dettati dal web; impianti di riscaldamento che si autogestiscono in base alle previsioni meteo, elettrodomestici autonomi in tutto e per tutto, dalla lavatrice che si attiva da sola al frigorifero che sa cosa manca e provvede ad aggiungerlo alla lista della spesa e ad ordinarlo online.

 

Internet delle cose: smart mobility

Il settore automobilistico e quello dei trasporti in generale sono tra quelli che stanno approfittando maggiormente dell’internet delle cose: alcuni esempi pratici riguardano la posizione del veicolo (intesa proprio come segnale GPS che ci guida sempre al punto in cui abbiamo parcheggiato) e il suo stato di funzionamento. I dati raccolti durante la guida vengono utilizzati ai fini assicurativi, per migliorare l’esperienza di guida e garantire la sicurezza degli occupanti del veicolo. L’internet delle cose permette anche di avere il controllo sulle flotte delle compagnie di spedizioni, assicurandosi che vengano rispettate le norme stradali così come gli orari e agevolando la turnazione degli autisti.

 

Internet delle cose nell’agricoltura: smart farming

Nel pieno dell’era digitale l’Internet delle cose diventa anche l’Internet della Terra: è il caso della società americana CropX, che ha realizzato un avanzato sistema di irrigazione completamente automatizzato che regola i flussi d’acqua a seconda del tipo di terreno per evitare sprechi; la stessa tecnologia viene applicata anche per fertilizzante e pesticidi.

 

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Internet delle cose: smart city

In una smart city tutti gli elementi sono connessi tra di loro e si gestiscono autonomamente, dall’illuminazione pubblica ai mezzi di trasporto, fino ai parcheggi e alle aree verdi. Il concetto di città intelligente, però, non riguarda solo le tecnologie: l’obiettivo finale è quello di creare un nuovo modo di vivere la realtà urbana aumentando la qualità della vita dei cittadini.

Un esempio è Firenze, che con il suo sistema di irrigazione delle aree verdi regola l’erogazione in base all’umidità e alle previsioni meteo ed è in grado di individuare da remoto perdite o guasti agli impianti, permettendo un intervento più rapido.

Questi sistemi, però, non sono esclusivi delle metropoli: si stima che in Italia quasi la metà dei comuni con almeno 15.000 abitanti (quindi di dimensioni contenute) abbia avviato almeno un progetto di smart city, negli ultimi anni.

 

In futuro questi numeri saranno solo un ricordo: si stima, infatti, che entro il 2025 gli smart objects interconnessi tra loro e la rete saranno più di 75 miliardi, ma questo cosa comporterà?

Per prima cosa, l’analisi dati salirà ad un livello del tutto nuovo: con sempre più dispositivi che raccolgono e si scambiano informazioni le intelligenze artificiali cresceranno sia in numero che in potenza diventando infine uno strumento fondamentale per le industrie e i governi. Le IA, infatti, saranno in grado di prevedere dei trend grazie alla mole di dati che potranno acquisire, e sapranno aiutarci a prendere decisioni in più ambiti della vita per migliorarne la qualità; ad esempio, una mansione di fondamentale importanza che potrebbero svolgere è quella dell’amministrazione delle risorse: evitando gli sprechi su più frangenti saranno in grado di limitare e prevenire crisi energetiche di ogni sorta.

Tuttavia l’aumento del numero di smart object e della portata dell’Internet delle cose porterà, di conseguenza, ad un rischio per la sicurezza maggiore: più dispositivi connessi alla rete implica più vulnerabilità ad attacchi informatici. Non si parla di un pericolo unicamente per i dati raccolti ma anche di minacce fisiche e reali, in quanto un malintenzionato potrebbe manomettere a distanza gli smart object di casa per, ad esempio, aprire la porta di ingresso senza che nessuno se ne accorga. In futuro, quindi, questa sempre più minima differenza tra Internet (inteso propriamente come World Wide Web) e l’Internet delle cose donerà al concetto di sicurezza informatica un significato molto più ampio, in quanto si occuperà della sicurezza di, potenzialmente, qualsiasi cosa.

 

Essendo un mercato relativamente giovane, presenta giustamente le falle e i problemi di sicurezza che ha avuto qualsiasi altro prodotto relativo al web prima di esso (basta pensare ai vecchi siti internet o alle prime app commercializzate). Giocando di anticipo, gli enti regolatori stanno già provvedendo a stipulare nuove formule per tutelare la privacy degli utenti (argomento sempre più scottante negli ultimi anni) e per creare nuove forme di GDPR aggiornate alla questione Internet delle cose.

L’internet delle cose si dimostra essere un settore interessante nel quale sempre più aziende stanno investendo. Sicuramente al momento la sua incidenza sulla nostra quotidianità è ancora bassa e poco rilevante, ma in futuro lo sarà sicuramente molto di più e avrà possibilità di utilizzo sempre maggiori.

 

Spero che questo articolo sull’Internet delle cose ti sia piaciuto, in questo caso ti invito a condividerlo e a iscriverti alla newsletter!

Nel frattempo, perché non dai un’occhiata anche ai miei altri articoli?

Serve ancora avere un sito web?

Serve ancora avere un sito web?

Serve ancora avere un sito web?

È davvero necessario avere un sito web, oggi?

Con tutti i social network a disposizione e mille altre piattaforme per gestire la propria presenza online in modo autonomo, ha ancora senso possedere un sito web per la propria attività?

Continua a leggere per scoprirlo!

Andiamo con ordine. Innanzitutto, quali sono i vantaggi che un sito web porta a qualsiasi attività?

 

AFFIDABILITÀ

Sembrerà brutto per i più nostalgici, ma oggi se non appari su Google non sei nessuno. La prima cosa che fa chiunque non abbia sentito parlare di te è cercarti su Google, ma cosa succederebbe se non ti trovasse?

Comparire nei risultati di ricerca, oggi, è sinonimo di affidabilità. Quando gli utenti non trovano il sito web della tua azienda o del tuo negozio sentono puzza di bruciato, capisci? E se anche una parte di loro continuasse a cercare, molti abbandonerebbero subito la ricerca e tu perderesti così dei clienti ancora prima di farti conoscere!

 

PROFESSIONALITÀ

Avere solo dei profili social non è assolutamente professionale.

Anzi, denota uno scarso interesse verso il proprio business e poco desiderio di volersi impegnare concretamente nel farlo crescere. Questo nasce dal fatto che per creare una pagina Facebook aziendale oggi ci vogliano veramente pochi minuti, e se questa non viene curata al pari di un sito web, gli utenti se ne accorgono!

Inoltre, questa differenza tra social e sito viene ancora messa più in risalto dal fatto che per creare un sito web ci si debba rivolgere ad un professionista, mentre spesso i profili e le pagine sui social vengono creati (se non addirittura gestiti, aiuto!) dal proprietario o da qualcuno di interno all’azienda.

Ma ricorda che avere un sito web non basta!

Deve essere aggiornato, moderno e funzionale. Puoi anche essere online dal 1996 ma se lo stile del tuo sito si è fermato a quell’anno difficilmente riuscirai a vendere il tuo prodotto. Non puoi neanche permetterti di avere pagine vuote o link che non portano da nessuna parte o rischi di dare l’impressione che il tuo sito non venga mai controllato.

Ricorda: il sito web è la prima cosa che gli utenti vedono della tua attività. È come se fosse la vetrina del tuo negozio, e tu non la trascureresti mai, vero?

Oggi, poi, sempre più persone sono interessate alla sicurezza dei propri dati, quando navigano in rete. È importante che si sentano sicure a fare acquisti sul tuo sito web, quindi è fondamentale che possano leggere in qualunque momento la privacy e cookie policy.

 

STABILITÀ

Diverse aziende, negli anni, si sono ritrovate in situazioni critiche perché hanno affidato la propria presenza online in gran parte sui social network. Social, nei loro casi, che si sono rivelati fallimentari e che sono stati chiusi, causando gravi danni.

Ora, non farti prendere dal panico: Facebook e Instagram non spariranno dall’oggi al domani! Tuttavia è importante essere consapevoli che se gestisci il tuo business unicamente attraverso i social, corri rischi maggiori rispetto a farlo dal tuo sito web, indipendente, sicuro e online h24 fino al giorno in cui deciderai di chiuderlo.

 

PERSONALIZZAZIONE

I social network di base permettono una grande personalizzazione dei contenuti e una libertà di espressione non indifferente, ma resta il fatto che quello che pubblichi deve sottostare a regole e formati rigidi dettati, appunto, dal social di riferimento.

Un sito web, invece, è personalizzabile al 100%.

Ogni singolo elemento del tuo sito può essere modificato e resto stilisticamente secondo i tuoi gusti per esprimere al meglio la tua personalità come imprenditore, oppure può essere costruito in modo da somigliare al tuo negozio fisico o alla tua azienda per creare un’esperienza d’acquisto che unisca digitale e fisico sotto uno stesso marchio: il tuo.

ANALISI

I social network offrono strumenti di analisi ottimi (ed esistono centinaia di servizi di terze parti che possono fare al caso tuo) ma hai mai sentito parlare di Google Analytics? Quello che è probabilmente il migliore e più preciso strumento di analisi del traffico in circolazione, ti permette di conoscere perfettamente ogni movimento che fanno i gli utenti quando entrano, visitano, ed escono dal tuo sito. Questo ti permette di sapere sempre come comportarti con loro, come modificare la tua strategia e far crescere più efficacemente il tuo business.

E ora il mio preferito:

CONVERSIONI

Quando si parla di marketing (marketing digitale, in questo caso) molti pensano a email, social media marketing, annunci su Google, ma quasi nessuno pensa ad un sito web.

La verità è che gli strumenti che ti ho elencato servono unicamente per veicolare il traffico verso il tuo sito web, dove si converte effettivamente un utente in cliente!

In soldoni, nessuno fa acquisti sui social network: tutti arrivano, ad un certo punto della campagna di marketing, su un sito web per concludere l’acquisto.

 

Come avrai capito, i vantaggi che porta un sito web non sono pochi e ne scoprirai molti di più una volta che deciderai di crearne uno per la tua attività!

Quindi, questo vuol dire che tutti dovrebbero avere un sito web?

Praticamente sì.

Vuol dire che basta avere un sito web per ottenere più clienti?

Assolutamente no.

Vuol dire che se hai un sito web puoi cancellarti dai social?

ASSOLUTAMENTE NO!

Anzi, i social (così come gli altri strumenti di marketing) sono fondamentali e possono diventare l’elemento vincente per tutte quelle attività e quei siti web che sostanzialmente rispondono alle domande latenti degli utenti.

Una domanda latente riguarda un bisogno non primario, spesso frutto delle emozioni, e genera quelle ricerche sul web che riguardano magari prodotti di bellezza, viaggi, abbigliamento e così via; proprio per la loro bassa urgenza, queste ricerche vengono spesso abbandonate e riprese solamente più tardi grazie ad annunci pubblicitari.

La questione è completamente diversa per i siti web che trattano prodotti di maggiore importanza oppure bisogni primari e urgenti; in questo caso si parla di domanda consapevole. Appartengono a questa categoria tutte quelle attività che riguardano il settore industriale, alimentare all’ingrosso, medicina, ecc… Che, tra l’altro, difficilmente possono fare leva sui bisogni emotivi degli utenti.

In soldoni, la differenza riguarda l’urgenza della ricerca: se ti si rompe il lavandino cerchi un idraulico su Google (e lo cerchi di corsa), se stai scegliendo la crema corpo o il prossimo libro da leggere è facile che te ne dimenticherai prima ancora di finire la ricerca e ti troverai un bell’annuncio su Facebook poco dopo.

Capirai che ci sono attività che possono sopravvivere tranquillamente senza mai usare nulla al di fuori del proprio sito web e altre che invece dipendono in buona parte da strumenti esterni di visibilità e che utilizzano il sito web solo per concludere gli acquisti.

Ma quindi…

CHI HA DAVVERO BISOGNO DI UN SITO WEB?

 

CHI APRE UNA NUOVA ATTIVITÀ

È il 2020, sei forte, sei nuovo e sei circondato dalla concorrenza. Che fai? Non puoi più contare solo sul passaparola e aspettare che i clienti capitino davanti al tuo negozio, apri un sito web!

 

CHI HA MOLTI CONCORRENTI

Difficilmente sarai un professionista unico nel suo genere o la tua azienda sarà la sola al mondo a fornire quel preciso servizio. Normalmente parlando, però, se hai un’attività devi fare i conti con la concorrenza e a seconda del settore questa può presentarsi in modi più o meno aggressiva. L’ideale è cominciare con un bel sito web che ti faccia notare in mezzo alla folla e ti garantisca maggiore visibilità rispetto ai tuoi concorrenti.

 

SE SEI DI NICCHIA

Se invece sei davvero specializzato in qualcosa di molto raro, di nicchia ed estremamente specifico (piccoli cappotti per cani, mai sentiti?) dovresti comunque avere un sito web. Un sito web ben posizionato nei risultati di ricerca può farti raggiungere da tutte quelle persone che prima non sapevano neppure che esistessi!

Nonostante tutto, sono in molti coloro che si lasciano intimidire dall’idea di aprire un sito web e optano per una più semplice e immediata pagina Facebook o profilo Instagram, ignorando tutto ciò che ho scritto in questo articolo.

Spesso i motivi principali sono due:

  • Economici: (purtroppo qui mi tiro un po’ la zappa sui piedi…) però aprire un profilo sui social per il tuo business è assolutamente gratuito! Al contrario, un web designer deve essere pagato per creare il tuo sito.
    C’è da dire, però, che anche far gestire e crescere questi profili da un social media manager ha un costo.
  • Di fiducia: purtroppo ancora molti titolari d’impresa e professionisti timorosi non osano affacciarsi sul web, convinti si tratti di un mondo di truffe e imbrogli! Purtroppo, come professionisti, possiamo solo argomentare le nostre ragioni e mostrare prove del nostro operato attraverso portfolio, social, ecc…

Concludo con il mio punto di vista, puramente personale.

Al di là del fatto che sia un web designer, ritengo che sia importante che un’attività abbia un sito web.

Non è essenziale, nel senso che si può vivere tranquillamente senza e affidarsi ai social network, ma resta un peccato. È un peccato, secondo me, perché in Italia il web viene ancora stigmatizzato e visto come inutile, truffaldino o non efficace, mentre all’estero viene tenuto in grande considerazione.

Negli Stati Uniti, ad esempio, è molto comune che anche una semplice caffetteria di quartiere abbia un sito web, mentre in Italia capita che non ce l’abbiano neppure aziende affermate.

Cos’è il digital marketing e perchè non puoi farne a meno

Cos’è il digital marketing e perchè non puoi farne a meno

Cos'è il digital marketing e perchè non puoi farne a meno

“Digital marketing” è un’espressione che molti hanno sentito sempre più spesso negli ultimi anni, anche tra i più profani e non addetti ai lavori del settore. In questo articolo cercherò di illustrare i concetti base di questa disciplina e fare un po’ di chiarezza in modo che chiunque ci si possa avvicinare senza timore.

Innanzitutto cos’è il digital marketing?

È quella branca del marketing che si occupa di sostenere e promuovere la vendita di prodotti o servizi attraverso l’uso di tecniche e canali di comunicazione digitali.

Infatti il marketing digitale e quello tradizionale sono molto simili in quanto si basano sugli stessi concetti ma si differenziano per il modo in cui questi vengono esercitati.

Il processo esecutivo in entrambi i casi è questo:

  1. attirare l’attenzione di potenziali clienti che siano realmente interessati a questi prodotti o servizi
  2. instaurare un dialogo con loro
  3. convertire e guidarli all’acquisto
  4. infine misurare i risultati ottenuti

 

Alcune differenze importanti, però, riguardano:

 

LA PRECISIONE E LA SELETTIVITÀ

Nel marketing digitale, quando si parla di target, si intende quel segmento di pubblico che raggiungerai concretamente con i tuoi annunci, in altre parole con gli strumenti online sei in grado di raggiungere in maniera molto più mirata e precisa quelle persone che potrebbero essere davvero intenzionate ad acquistare il tuo prodotto o servizio.

Un esempio: una pubblicità di detersivi trasmessa in televisione verrà trasmessa a tutta Italia e verrà vista anche da persone a cui il prodotto non serve o non interessa (come ad esempio i bambini e gli adolescenti); con gli strumenti di digital marketing giusti puoi raggiungere solo ed esclusivamente le persone che, ad esempio, visitano il tuo sito web di prodotti per la casa, oppure sono connessi a pagine Facebook dello stesso argomento.

Questo si traduce in un risparmio notevole in termini economici.

 

LA PERSONALIZZAZIONE

Con gli strumenti del digital marketing sei in grado di confezionare il messaggio pubblicitario giusto da recapitare al pubblico giusto. A seconda della piattaforma che userai, la tua pubblicità potrà assumere la forma di un video, di una foto, un’infografica, un articolo… Oppure tutte queste cose insieme!

Inoltre grazie ai dati raccolti durante la navigazione, sarai sempre in grado di sopperire alle necessità dei tuoi utenti, giocando d’anticipo!

Nel marketing tradizionale, invece, lo stesso messaggio viene ripetuto allo stesso modo sia che si trovi in televisione, radio, volantini ecc…

 

LA COMUNICAZIONE

Online, potendo comunicare direttamente con i tuoi clienti tramite chat, email o telefono, sarai in grado di capire meglio e più velocemente le loro esigenze, oppure di risolvere con rapidità un loro problema.

D’altra parte il cliente è più invogliato ad esporre i suoi dubbi e le sue esigenze se sa di poter ricevere una risposta in tempi ragionevoli; in più, potrà condividere con altri utenti la sua esperienza tramite recensioni, commenti o con il caro vecchio passaparola.

Quindi, come ho già accennato prima, la differenza tra il marketing tradizionale e il marketing digitale risiede più che altro negli strumenti di comunicazione e nella messa in pratica dei concetti comuni a entrambi i metodi, piuttosto che nelle conoscenze teoriche di base.

 

Quali sono, quindi, le conoscenze necessarie per approcciarsi a questo mondo e che ti serviranno assolutamente per poterci lavorare?

SEO: (Search Engine Optimization) è l’insieme di pratiche volte a migliorare la posizione del tuo sito web nei motori di ricerca.

SEM: (Search Engine Marketing) ovvero il marketing su motori di ricerca. Si tratta della creazione annunci pubblicitari, banner e altro ancora per sponsorizzare un prodotto o un servizio all’interno di Google.

Email marketing: ne esistono di tue tipi. Uno è quello diretto a tutti i tuoi clienti/iscritti/utenti interessati sotto forma di newsletter, nelle quali li tieni aggiornati sulle ultime novità oppure pubblicizzi un nuovo prodotto; l’altro è quello diretto a un utente specifico, magari per inviare particolari promozioni relative al suo compleanno, oppure per proporre dei piani di acquisto alternativi.

Social media marketing: ormai fondamentale per ogni brand o azienda che si rispetti. I punti fondamentali da tenere a mente riguardano la pubblicazione di contenuti di valore che possano interessare agli utenti e che generino brand awareness, e l’attività di lead generation tramite campagne pubblicitarie mirate alla conversione e all’acquisto.

Analisi dei dati: il passaggio finale di ogni strategia ma anche il più importante. L’analisi dei dai raccolti è di fondamentale importanza per ogni campagna di marketing in quanto se questa si è conclusa positivamente, saprai che stai seguendo la strada giusta e continuerai così; altrimenti, nel caso si fosse conclusa negativamente, saprai come ottimizzare la tua strategia in vista della prossima campagna pubblicitaria e non commettere gli stessi errori.

Un professionista del digital marketing deve conoscere tutto questo e molto di più se vuole fornire dei servizi professionali e soddisfare il maggior numero di clienti. Tutto questo però non basta: infatti il marketer deve aggiornarsi costantemente sui nuovi strumenti, le news di mercato, i trend di ricerca e sui social e altro ancora per poter continuare a competere con gli altri professionisti del settore.

Va detto che negli ultimi anni (dal 2015 circa) il web si è evoluto molto più velocemente ed è cambiato sempre più spesso, rendendo difficile questo percorso di aggiornamento. Basta pensare che dalla nascita di Google, i primi blog e Adwords fino al consolidamento di giganti come Amazon sono passati più di 20 anni e i cambiamenti sono stati sempre molto lenti e graduali, nulla a che vedere con i repentini cambi di direzione degli ultimi anni.

Ora, ho già accennato sia in questo articolo che in altri articoli precedenti quanto sia importante per ogni azienda avere una presenza online curata ed efficace, con tutto i benefici che ne conseguono, ma elencherò ugualmente i vantaggi che il digital marketing offre rispetto al marketing tradizionale:

 

IL PREZZO

Avviare una strategia di digital marketing e pubblicizzare la tua azienda online ti costerà sempre di meno rispetto a farlo con i mezzi tradizionali: i profili sui social si creano gratuitamente, così come creare il contenuto da pubblicare. Un sito web è notevolmente più economico in confronto a un cartellone pubblicitario o un’opera di volantinaggio.

Inoltre molto spesso chi si occupa di digital marketing possiede anche le abilità necessarie a provvedere a tutti questi aspetti tecnici e pratici di realizzazione. Rivolgendoti ad una persona sola ottieni gli stessi servizi che una volta sarebbero stati divisi tra più professionisti, costandoti molto di più.

 

LA LIBERTÀ DI PERSONALIZZAZIONE

Non sei convinto della foto che hai pubblicato? Il tuo video non ti sta portando i risultati sperati? Hai fatto un errore di ortografia imperdonabile? Non c’è problema! Ti basta un clic per modificare la tua campagna mentre è ancora in corso, senza doverla fermare o annullarla, perdendo i soldi e il tempo investito.

Hai già caricato 10 foto su Instagram e vuoi farle vedere ad ancora più persone? Montale insieme e trasformale in un video per Facebook o Youtube! L’unico limite è la tua immaginazione.

 

L’ANALISI

Ovviamente anche con i mezzi di comunicazione tradizionali puoi avere una stima di quante persone, ad esempio, hanno ricevuto il tuo volantino. Ma quante di queste persone l’hanno buttato nel cestino della spazzatura senza neanche degnarlo di uno sguardo e quante invece si sono presentate in negozio?

Con gli strumenti online appositi sarai in grado di misurare ogni singola azione di ogni singolo utente compiuta con il tuo contenuto, ad esempio quante persone hanno visualizzato il tuo video e quanti hanno cliccato il link alla fine, oppure quante persone hanno letto la tua newsletter e quanti l’hanno cestinata direttamente.

Tutto questo ti permette di aggiustare il tiro quando i risultati non sono quelli sperati o di investire ancora di più nei tuoi punti di forza nel caso di esiti positivi!

 

Dunque, in questo articolo ho spiegato a grandi linee cos’è il digital marketing, come funziona e quali vantaggi offre.

La mia opinione è che nel 2020 nessuna azienda (ripeto: NESSUNA AZIENDA) possa permettersi il lusso di non avere una presenza online e una strategia adeguata per crescere e aumentare i profitti.

Il mondo sta andando avanti e i mezzi di comunicazione di una volta stanno diventando antiquati e sempre meno efficaci; sono molte le attività che non riuscendo a rimanere al passo, stanno cedendo il posto a chi ha saputo aggiornarsi in tempo.

Non vuoi essere uno di loro?

 

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Linkedin per aziende: come funziona e perchè ti serve

Linkedin per aziende: come funziona e perchè ti serve

Linkedin per aziende: come funziona e perchè ti serve

Linkedin è il social network professionale per eccellenza, l’unica piattaforma seria ed efficace in cui professionisti, lavoratori ed aziende si incontrano per condividere contenuti di interesse nel loro settore, cercare e offrire lavoro tutto in un unico posto.

Ad un primo sguardo Linkedin può sembrare un Facebook più serio e senza fronzoli, ma nasconde potenzialità notevolmente maggiori:

Innanzitutto, quando ci si registra su Linkedin si può scegliere tra privato o azienda. Questo passaggio iniziale basta a stravolgere l’esperienza sul social. I privati creeranno un profilo corredato dai classici dati (nome, bio, foto, ecc…) accompagnato dalla possibilità di inserire tutte le esperienza lavorative passate, i titoli di studio ottenuti e i corsi professionali a cui hanno preso parte, come in una sorta di curriculum digitale; con questo potranno candidarsi facilmente per le posizioni lavorative offerte dalle aziende.

Le aziende, appunto, nel profilo descriveranno la loro storia e il loro operato, creeranno e condivideranno contenuti di valore e potranno inviare messaggi sia a clienti privati che ad altre aziende con la possibilità di instaurare un rapporto di collaborazione. Ovviamente, oltre a tutto ciò, potranno creare offerte di lavoro ed esaminare le offerte che riceveranno per le stesse.

Restando sul punto di vista dell’azienda, non si può escludere Linkedin dalla propria strategia di marketing, ma come sfruttarlo a pieno?

 

1) Creare una rete valida

Invitare dipendenti e collaboratori a seguire il profilo aziendale e ad essere partecipativi con reazioni e commenti: questo aumenterà la copertura dei post.

Su Linkedin, inoltre, conta più la qualità dei collegamenti rispetto alla quantità: è importante connettersi con persone che lavorino nello stesso settore della nostra azienda e che quindi possano essere interessati a cosa viene pubblicato.

 

2) Pubblicare contenuto

Contenuto di valore innanzitutto, ma che non riguardi solo l’azienda. Nessuno vuole vedere solo post autocelebrativi nel proprio feed, l’ideale è alternarli con news del settore oppure opinioni su qualche trend relativo al proprio mercato.

Come per molti altri social, i post con una foto o un video hanno un tasso di interazione maggiore rispetto a quelli di solo testo, tuttavia Linkedin offre un’alternativa al classico post: l’articolo. Linkedin Pulse, così si chiama, è un’appendice che permette di scrivere interi articoli di blog, slegati dai limiti dei post dei social network.

Ciò vuol dire che possono essere formattati a piacere, contenere tutti i media e link che si desiderano e sono anche SEO friendly: se si desidera puntare fortemente sul personal branding con Linkedin, questa rimane un’ottima alternativa al classico blog aziendale.

 

3) Sfruttare i gruppi

Cercare gruppi di interesse e partecipare attivamente alle discussioni permette di essere notati da utenti interessati all’argomento e di allargare la propria influenza, arrivando anche a creare opportunità lavorative con gli altri iscritti al gruppo.

3) Usare gli ads

Ebbene sì, come Facebook e Google, anche Linkedin dispone del suo sistema di ads utile a raggiungere chi si trova al di fuori della copertura organica. Il sistema di inserzioni è molto simile a quello usato da Facebook, con la creazione di campagne che ruotano attorno ad un obiettivo specifico e che ovviamente variano leggermente a seconda dello stesso.

Gli annunci sono disponibili solo in tre formati:

  • Contenuti sponsorizzati: post o articoli che vengono mostrati direttamente nel feed, come succede su altri social
  • Annunci di testo: poche righe di testo e un’immagine situati in alto o a destra della pagina
  • Sponsored InMail: messaggi sponsorizzati inviati agli utenti target solo quando sono online, per aumentare la possibilità di risposta

Una delle caratteristiche uniche e più vantaggiose di Linkedin Ads è che il targeting è molto più preciso rispetto alle altre piattaforme, in quanto su Linkedin gli utenti tendono a inserire molte più informazioni nel proprio profilo. In questo modo si possono utilizzare informazioni come la professione attuale, quella precedente, il settore, la dimensione dell’azienda e tanti altri fattori.

Ora che sappiamo sfruttare e come funziona Linkedin per aziende, vorrei spendere due parole anche su come funziona il suo algoritmo, in modo da avere il quadro completo e poter inserire Linkedin nella propria strategia di marketing senza remore.

 

Come funziona l’algoritmo di Linkedin?

 

Il contenuto postato all’interno di Linkedin attraversa 4 fasi distinte che, però, non sono sequenziali. Questo vuol dire che, a seconda degli algoritmi e del suo andamento, un post può spostarsi avanti e indietro lungo il processo.

Fase 1

Ogni contenuto pubblicato viene analizzato da un bot e inserito in una di queste tre categorie:

  • spam
  • contenuto di scarsa qualità
  • contenuto idoneo

Ovviamente la categoria alla quale puntare è “contenuto idoneo” o al massimo di scarsa qualità, perché nel caso il contenuto venisse considerato come spam non riuscirebbe a passare alle fasi successive.

 

Fase 2

Il contenuto viene lasciato temporaneamente sul feed per misurare l’engagement. Se i risultati saranno sufficientemente buoni si potrà passare alla prossima fase. Se, invece, gli utenti dovessero segnalare il post come spam o nasconderlo dal feed, l’algoritmo potrebbe bloccarlo definitivamente.

Per evitare ciò è necessario chiedersi se il post possa essere rilevante per qualcuno o se non si stia pubblicando troppo frequentemente.

 

Fase 3

Se il contenuto supera certi valori di engagement l’algoritmo cercherà indizi utili a capire “la qualità” di chi ha pubblicato e della sua rete. Questo avviene perché uno spammer potrebbe pubblicare qualcosa e nel giro di poche ore ricevere centinaia di commenti e reazioni da altrettanti account spam, riuscendo così a superare la fase 2 e arrivare fino a qui.

Nel frattempo il post viene spostato più in basso nella coda di visualizzazione per fare in modo che siano nuovamente gli altri utenti a giudicarne la qualità per mezzo di reazioni e commenti.

 

Fase 4

Nell’ultima fase il contenuto viene filtrato da esseri umani (persone in carne ed ossa) per valutare ulteriormente la qualità e l’utilità per gli altri utenti.

Finché il post genererà engagement e risulterà pertinente entrerà in un loop che va dalla fase 2 alla 4, quindi apparendo per molto tempo e molto spesso nel feed raggiungendo un numero sempre maggiore di persone e diventando, di fatto, virale.

Come ho spiegato, ad oggi Linkedin rimane uno dei pochi social network attraverso il quale un contenuto può effettivamente essere visto da centinaia di migliaia di persone, proprio grazie alla particolarità del suo algoritmo.

Questo, in soldoni, si traduce come una fonte di pubblicità dalle proporzioni mostruose, a cui spesso però molti imprenditori rinunciano per via della scarsa intuitività degli strumenti che Linkedin mette a disposizione oppure per i prezzi relativamente più alti rispetto a Facebook Ads.

Tuttavia, personalmente ritengo che la precisione del targeting di Linkedin basti, da sola, a giustificare la spesa e l’impegno.

 

Se ti è piaciuto questo articolo e desideri saperne di più su come far crescere la tua azienda online oppure ti sei innamorato di Linkedin e desideri lanciare la tua attività anche su questo social contattami attraverso il form qui sotto e ti risponderò il prima possibile!

Se invece sei più interessato a Facebook puoi leggere il mio articolo in proposito QUI.

Cosa pubblicare su Facebook

Cosa pubblicare su Facebook

Cosa pubblicare su Facebook

Cominciamo questa serie di articoli con il re dei social network: Facebook!

Diciamo che hai deciso di aprire una pagina Facebook per la tua azienda, il tuo negozio o il tuo cane (perché no?), hai caricato foto profilo, copertina, compilato i campi essenziali per i contatti e sei pronto a partire. Intanto congratulazioni! La tua pagina Facebook si rivelerà uno strumento molto potente che ti permetterà di interagire meglio con i potenziali clienti e di acquisirne di nuovi, se sarai in grado di fornire loro dei contenuti di valore.

TESTO

Dato il limite di caratteri esorbitante, sulla tua pagina Facebook potresti scrivere veramente di tutto, ma i tipi di post consigliati sono questi:

ARTICOLO DI BLOG

Non letteralmente un intero articolo, ma un estratto di qualche riga o la tua opinione a riguardo (se stai condividendo l’articolo di qualcun altro) di un articolo presente sul tuo sito web.

Con il post giusto e la call to action azzeccata gli utenti saranno più propensi a cliccare sul link in questione e a visitare il tuo sito, diventando dei potenziali acquirenti per il tuo prodotto/servizio.

RECENSIONI

Recensisci un prodotto o un servizio legato alla tua attività e fai in modo che gli utenti interagiscano con te nei commenti. Ad esempio, hai una caffetteria? Parla della nuova macchina del caffè che hai acquistato, quanto sia migliore di quella precedente e quanto saranno buoni i caffè che preparerai per i tuoi clienti.

 

IMMAGINI

Nonostante Facebook non sia un social prettamente visivo (come possono essere Instagram e Youtube) anche qui le immagini fanno da padrone, avendo un tasso di coinvolgimento maggiore rispetto ai post con solo testo.

FOTO & ALBUM

Scatta una foto con il tuo cellulare, tagga i presenti e pubblicala, molto semplicemente. Stai promuovendo un evento? Aggiungi la posizione alla foto per fare in modo che chi la vede sappia dove ti trovi e dove venire a cercarti.

A fine evento ricordati di unire le foto in un album, in modo da separarle da foto di altro tipo o altri eventi.

TAGGA I PRODOTTI

Sai che puoi aggiungere prodotti alla tua pagina Facebook e considerarla come un’estensione del tuo negozio? Una volta impostata correttamente, la procedura è molto semplice (non sai come fare? Contattami per farti aiutare *inserire link e wink face*) e ti permetterà di taggare i tuoi prodotti nelle foto esattamente come faresti con le persone.

CAROSELLO

Uno dei formati più adattabili di Facebook: puoi caricare fino a dieci immagini o video diversi e aggiungere un testo e un link specifico per ognuno di essi. In questo modo con un solo post puoi pubblicizzare dieci prodotti/servizi, mostrare più caratteristiche dello stesso prodotto, oppure raccontare il processo di produzione con più foto in sequenza.

 

VIDEO

Il 92% degli utenti iscritti a Facebook guarda video regolarmente e questi post generano in media il 59% di coinvolgimento in più rispetto ai post tradizionali. Sarebbe un peccato non sfruttare gli strumenti che Facebook mette a disposizione:

LIVE

Le live possono rivelarsi una miniera d’oro! Spesso la spontaneità della diretta mette in risalto il lato più umano di un’azienda o di un brand, rafforzando il legame che gli utenti hanno con esso. Inoltre non si discute sulla comodità: ogni volta che inizi una live amici e fans ricevono una notifica, il video non viene cancellato ma salvato sulla tua pagina e in generale chi le guarda rimane fino alla fine e interagisce di più rispetto ai post di altro tipo.

STORIES

Diventate famose su Instagram, le stories sono brevi video personalizzabili totalmente con adesivi, GIF e link per pubblicizzare ogni sorta di prodotto o evento. La loro caratteristica principale è che rimangono visibili solo per 24 ore, dopodiché spariscono: ideali per promuovere offerte lampo o eventi minori.

SPECIALI

Spesso per pubblicizzare qualcosa di speciale non ci si può affidare ai formati dei post standard di Facebook. Meglio optare per qualcosa di più significativo:

EVENTI

Vuoi fare pubblicità a un evento? Facebook ha il post giusto per te! Puoi personalizzarlo con foto, video e tutti i dettagli che servono come data e ora, eventuale prenotazione online e avere una stima precisa di quanti invitati parteciperanno.

SONDAGGIO

Qual è il modo migliore per sapere cosa piace ai tuoi followers? Semplice, chiederlo direttamente a loro! Basta scervellarti per scrivere il prossimo post, chiedi agli utenti cosa vogliono vedere più spesso e adeguati alle loro richieste mantenendo il tuo stile originale.

ESPERIENZA INTERATTIVA

Modelli interattivi a schermo intero e ottimizzati per il mobile adatti a qualunque obiettivo: raccontare la tua storia o esporre i tuoi prodotti in maniera accattivante diventa semplicissimo e ad alto impatto grazie a questo strumento.

 

Dunque, in questo articolo ho parlato, appunto, dei tipi di post più interessanti che potresti creare per il tuo business.

Nonostante siano tutti piuttosto semplici da realizzare, anche grazie all’intuitività di Facebook, rimangono molti aspetti non trattati che fanno la differenza in una campagna di social media marketing; per questo consiglio sempre di mettersi d’impegno e studiare il corretto funzionamento del Facebook marketing oppure di rivolgersi ad un professionista del settore nel caso non si abbia il tempo per occuparsene da soli.

 

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