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Ecommerce facile: come aprire un negozio online da zero

Ecommerce facile: come aprire un negozio online da zero

Ecommerce facile: come aprire un negozio online da zero

Il 2020, è cosa nota, è stato un anno difficile sotto più aspetti. Uno di questi sicuramente è quello economico: con periodi di apertura ristretti e un economia stagnante in tutto il paese, sono innumerevoli le aziende che hanno fallito; in ogni settore, aggiungerei, perché questa sfortuna non ha riguardato solo certi prodotti o certi servizi.

Oppure non è tutto qui?

Il rovescio della medaglia di questo anno sfortunato è che l’ecommerce in Italia ha visto per la prima volta una crescita degna di nota. Impossibilitati a muoversi liberamente, gli italiani hanno ripiegato sul commercio online per sopperire alle proprie necessita di acquisto, dai giocattoli all’elettronica, fino ai beni di prima necessità.

Diversi milioni di utenti, infatti, hanno fatto i loro primi acquisti online proprio quest’anno segnando un incremento del 300% rispetto al 2019. Molti hanno fatto affidamento ai colossi dell’ecommerce come Amazon e Ebay, forti della loro notorietà e quindi offrendo una sicurezza maggiore per chi si è affacciato per la prima volta a questo mondo; altri, invece, hanno deciso di continuare a sostenere l’economia locale acquistando ciò di cui avevano bisogno dai loro negozi di fiducia che hanno deciso di aggiornarsi e aprire il proprio ecommerce dedicato.

Intravedendo un’opportunità di crescita, sono infatti molti i commercianti che hanno deciso di investire nella propria attività nonostante la crisi e di creare una vera e propria vetrina virtuale per continuare a vendere nonostante le restrizioni imposte dai DPCM.

E mentre mi congratulo con le attività che hanno deciso di cogliere la palla al balzo, mi chiedo: perché gli altri non seguono il loro esempio? Perché in Italia non ci sono più ecommerce?

PERCHÉ HAI DECISO DI NON APRIRE UN ECOMMERCE?

Le ragioni che mi vengono in mente sono principalmente queste:

Non credi che ne valga la pena: questa è una motivazione puramente personale e soprattutto dettata dalla radicata diffidenza che circola tra gli imprenditori riguardo il mondo del web e dintorni. Non si contano le aziende che hanno deciso di rimanere ancorate ai propri modelli di business spesso datati e che ne hanno pagato le conseguenze nel 2020. Basta fare una rapida ricerca su Google per scoprire che aprendo un ecommerce i profitti aumentano praticamente sempre; non esiste davvero un settore che non tragga beneficio dalla vendita online.

 

Pensi che la tua attività sia troppo piccola: ancora una volta, con una rapida ricerca online si scopre che molti degli ecommerce aperti quest’anno appartengono ad aziende di piccole dimensioni, se non addirittura negozi di quartiere. Considerando che sul web si può vendere qualunque prodotto, persino gli alimentari hanno cavalcato l’onda della rivoluzione digitale per rimanere al passo con i tempi.

Come vendere i miei prodotti online

Aprire un ecommerce ha un costo: come ogni altro aspetto di un’impresa, anche questo ha un costo. La differenza è che un ecommerce è un vero e proprio investimento che decidi di fare per il tuo business e ti garantisco che in breve tempo si ripaga da sé. Mi rendo conto che molte aziende hanno patito una crisi gravosa quest’anno e non hanno neppure valutato l’idea di affrontare anche questa spesa, ma è anche vero che esistono moltissimi professionisti del web onesti che sarebbero disposti a dilazionare, ritardare e scontare i pagamenti per venire incontro alle difficoltà di tutti.

 

Non sai come funziona: come si suole dire “nessuno nasce imparato” quindi se quella è la tua vera preoccupazione puoi stare tranquillo: non esiste web designer o ecommerce specialist che ti consegni un prodotto senza prima averti insegnato ad usarlo e soprattutto senza fornirti una consulenza straordinaria in caso di necessità.

 

Credi che non durerà: e magari l’hai pensato anche per le email, i social network, Whatsapp e molti altri fenomeni digitali che sono comparsi negli ultimi 15 anni e si sono fatti strada (a fatica) anche in Italia.

Eppure oggi praticamente tutti (e ripeto tutti) gli imprenditori entrano in contatto con i fornitori attraverso le email e si relazionano con i propri clienti con Whatsapp, Facebook e Instagram rappresentando un vero e proprio paradosso vivente.

 

Ma adesso andiamo a vedere i vantaggi di avere un ecommerce:

Dal punto di vista di un cliente, una rete maggiore di ecommerce porta vantaggi più che altro in termini di comodità: se le persone possono fare acquisti in ogni momento comodamente da casa loro, perché dovrebbero prendersi il disturbo di venire nel tuo negozio? In pochi secondi possono completare l’ordine e attendere che il prodotto venga consegnato direttamente a casa loro in tempi sempre più brevi.

Fare acquisti in un qualsiasi negozio fisico richiede di vestirsi, uscire di casa e cercare parcheggio, con il rischio di non trovare il prodotto desiderato e di aver perso tempo.

Perchè aprire un negozio online?

Per gli imprenditori che invece decidono di aprire un ecommerce i vantaggi sono decisamente più interessanti:

  • Un ecommerce non chiude mai: mentre durante il lockdown la tua attività è costretta a chiudere, la sua controparte online non ha questo problema. Immagina cosa voglia dire questo tradotto anche nei week end, durante le festività e soprattutto di notte.
  • Un ecommerce permette di vendere di più: gli studi dimostrano che le persone sono più invogliate a fare acquisti quando devono impegnarsi di meno. Come ho già detto prima, i tuoi clienti potranno raggiungerti da qualsiasi luogo e a qualsiasi ora in tutta comodità.
  • Puoi vendere a più persone: oltre al mercato locale, potresti decidere di espandere la tua attività e di iniziare a vendere in tutta Italia raggiungendo un numero di clienti decisamente maggiore rispetto a prima e, in sostanza, aumentare i tuoi profitti.
  • L’ecommerce costa meno del tuo negozio: in pratica un ecommerce è un sito web, quindi i costi che affronti per mantenerlo online sono minimi; un dominio, un hosting, un professionista che lo crei e lo imposti correttamente e, facoltativamente, le spese per un po’ di pubblicità online. Converrai con me che un negozio fisico richiede costi di manutenzione molto più alti.

A questo punto hai due possibilità: puoi affidarti ad un professionista del web che crei da zero il tuo ecommerce completamente personalizzato e studi una strategia digitale ad hoc che si adatti alle tue esigenze oppure puoi continuare a leggere e scoprire come aprire un ecommerce da zero.

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COME APRIRE UN ECOMMERCE DA ZERO

Questa è un’infarinatura indirizzata a chi ha già un’attività avviata e desidera espandersi sul web, perciò non mi dilungherò troppo sulle questioni burocratiche ma mi concentrerò sugli aspetti tecnici e pratici.

1) Scegliere la piattaforma

Le opzioni principali sono tre:

  • Sistemi open source: sono piattaforme completamente modificabili in tutto e per tutto e rappresentano, di solito, la scelta migliore. I nomi più famosi in questo campo sono Woocommerce, Magento e Prestashop. Questo sistema presenta una curva di apprendimento piuttosto ripida e quindi non è adatto a chi vuole improvvisare o a chi si affaccia a questo mondo per la prima volta. Rappresenta comunque, secondo me, la scelta più professionale.
  • Piattaforme in affitto: pagando una quota mensile o annuale ad una piattaforma si ottiene uno spazio per il proprio sito web ecommerce che tuttavia rimane subordinato alla piattaforma stessa; è il caso di aziende come Wix o Shopify. In questo caso le personalizzazioni e i servizi offerti sono limitati dall’abbonamento scelto, quindi il risultato è un sito piuttosto anonimo e poco professionale ma può essere un buon compromesso per chi inizia.
  • Ecommerce proprietario: un sito web costruito da zero, solitamente programmando ogni singolo aspetto. Benché sia la soluzione più professionale e di maggior impatto a livello visivo, l’investimento iniziale è non è cosa da poco e la manutenzione è più complicata che per gli altri casi.

 

2) Riempire il catalogo

Questo è il cuore del tuo ecommerce, dove caricherai tutti i prodotti. Per ognuno di essi dovrai inserire immagini accattivanti, le specifiche (dimensioni, peso, ecc…) e soprattutto una descrizione esplicativa che faciliti la ricerca del prodotto tramite la barra di ricerca.

Ricordati di inserire il numero delle scorte in magazzino per evitare di ricevere più ordini di quanti ne possa soddisfare.

 

3) Scegliere i metodi di pagamento

Offrire diversi modi per pagare è un servizio in più per i tuoi clienti. Ricorda che venire incontro alle loro esigenze dovrebbe essere una prerogativa di ogni commerciante, sia online che offline.

I metodi più diffusi oggi sono tramite carta di credito o Paypal, mentre il pagamento tramite bonifico e quello per contrassegno stanno pian piano scomparendo. Qualunque sia la tua scelta, la procedura per integrare il metodo scelto sul tuo store online di solito è guidata e molto semplice.

 

4) Contenuti e SEO

Un ecommerce non è solo prodotti. Per scalare le classifiche di Google e farti trovare da più utenti possibili è importante fare un buon lavoro di SEO, che per gli ecommerce è di fondamentale importanza.

Scopri quali sono le parole chiave più importanti per il tuo brand o per un tuo specifico prodotto e fai in modo di inserirle sia nelle descrizioni che negli alt text. Apri un blog annesso all’ecommerce dove scrivere articoli relativi alla tua azienda e agli argomenti di tendenza che possono toccare il tuo settore: questo ti aiuterà a velocizzare il processo.

 

5) Personalizzare il sito

È importante che il tuo ecommerce segua lo stesso stile del tuo negozio fisico. In questo modo i visitatori sapranno subito che stanno entrando nel tuo sito e che stanno facendo acquisti da te.

Una coerenza di immagine è importante ai fini di brand awareness e professionalità perciò impara fin da subito quanto e come puoi modificare il tuo sito web per rimandare mentalmente il più possibile al tuo negozio nel mondo reale.

 

Aprire un ecommerce con il covid

6) Web marketing e pubblicità

Il tuo obbiettivo è di vendere il più possibile, quindi dovrai pubblicizzare a più non posso il tuo ecommerce. Per farlo ci sono infiniti modi, dal già citato blog ai social network fino a Google Ads; sta a te scegliere i canali che secondo te si adattano di più al tuo business e imparare ad usarli al meglio.

Considera che ogni mezzo di comunicazione ha tempi di apprendimento diversi e soprattutto costi diversi, perciò informati bene prima di cominciare.

 

7) Consegnare l’ordine

Il tuo lavoro finisce solo quando il cliente riceve ciò che ha ordinato, perciò dovrai occuparti anche della parte di imballaggio e spedizione del prodotto. Dovrai informarti tra le varie ditte di spedizioni per capire quale faccia al caso tuo, chi sia la più economica e così via.

Un tocco di classe potrebbe essere investire in prodotti per l’imballaggio unici per il tuo brand come scatole, etichette e nastri adesivi con su stampato il logo della tua attività. I clienti notano questi dettagli.

Come ho già detto prima, questa è solamente un’infarinatura e copre appena le basi di un argomento veramente molto ampio e discretamente complesso perciò consiglio a chiunque voglia muoversi in questa direzione di informarsi bene prima di iniziare.

Per chi invece non vuole fare tutto da solo ma preferisce affidarsi ad un professionista del settore, consiglio caldamente di contattarmi tramite il modulo qui sotto.

Email marketing: che cos’è, come si fa e che vantaggi offre?

Email marketing: che cos’è, come si fa e che vantaggi offre?

Email marketing: che cos'è, come si fa e che vantaggi offre?

Le email sono uno dei mezzi di comunicazione digitale più vecchi di sempre e uno dei pochi sopravvissuti al passare del tempo restando ancora oggi fondamentale per qualsiasi attività o azienda.

Dal punto di vista del marketing, infatti, le email sono uno strumento così efficace e maneggevole tanto da meritarsi una branca dedicata: l’email marketing.

L’email marketing è quindi, per definizione, marketing diretto effettuato tramite posta elettronica per comunicare messaggi commerciali al pubblico. In senso generale ogni email inviata a un cliente (o a un potenziale cliente) può essere considerata un’azione di email marketing.

Purtroppo però, poiché in passato le attività commerciali facevano un uso spropositato di mail promozionali (l’origine dello spam) oggi vengono viste dall’utente medio come pubblicità scomoda e indesiderata. Buona parte dei marketer di tutto il mondo, invece, considera l’email marketing uno strumento eccezionale non solo per scopi puramente commerciali ma anche per rafforzare l’immagine di un brand con i suoi clienti regolari.

Come fare email marketing?

QUALI SONO I VANTAGGI DELL’EMAIL MARKETING?

Con tutti gli strumenti di marketing digitale a disposizione al momento, perché dovresti scegliere di investire nell’email marketing?

  • Ha un costo molto accessibile: rispetto ad altri mezzi di marketing (social, Google Ads, ecc…) ha un prezzo più contenuto ed è quindi alla portata di qualunque attività, anche quelle che hanno a disposizione un budget limitato. Gli unici costi di cui bisogna tenere conto sono quello della piattaforma a cui ti appoggerai e le spese di un eventuale professionista.
  • Il ROI è altissimo: il ritorno sull’investimento (ROI, in linguaggio tecnico) è molto più alto di qualunque altro strumento di marketing digitale. Questo significa che qualunque cifra deciderai di investire nell’email marketing il ritorno economico sarà molto maggiore che usando per esempio i social network, a parità di investimento.
  • È molto diretto: partendo da una lista di contatti è sicuro che il 100% di essi riceverà il tuo messaggio e soprattutto sari tu ad inviarlo attivamente, mentre altri strumenti come i social o il sito web sono più passivi, perché si aspetta che gli utenti visitino quelle pagine
  • È altamente personalizzabile: tutte le piattaforme di email marketing offrono moltissimi strumenti di personalizzazione per vanno dalla semplice costruzione del template a tag molto specifici che permettono di instaurare una conversazione 1 a 1 con uno specifico utente
  • Si analizza che è un piacere: niente di complicato, tutti i dati che ti servono sono a portata di clic e sono facilissimi da capire in quanto le mail hanno poche (ma importanti) variabili di cui tenere conto, a differenza dei social network che, ad esempio, hanno molti più fattori da misurare

 

Considera che nonostante ciò che pensa la gente, tutti ricevono email e tutte le attività, dal piccolo negozio all’azienda affermata, le usano in qualche modo.

Proprio per questo motivo l’email marketing è uno degli strumenti migliori tra quelli che puoi avere a disposizione per la tua strategia di marketing digitale.

Ma come si fa email marketing?

COME FARE EMAIL MARKETING?

Come praticamente tutte le attività di promozione, anche l’email marketing pone il centro dell’attenzione sul cliente: il primo passo, dunque, è individuare il tuo target e raccogliere più contatti possibili che coincidano con le caratteristiche che desideri.

Come ottenere contatti per fare email marketing? Esistono molteplici modi per farlo ma tutti convergono verso una scelta finale: moduli di contatto.

I moduli di contatto sono moduli, appunto, che richiedono o invitano all’inserimento di dati personali come l’indirizzo email; si trovano ovunque e in qualsiasi forma, dai siti web, ai social network e alle landing page.

Ma come essere sicuri che i contatti raccolti siano davvero utili e interessati? Contestualizzando questo processo di raccolta e attirando solo utenti il più vicino possibile al tuo target.

Faccio un esempio: poniamo che tu possieda un negozio di abbigliamento e che voglia informare le tue clienti sugli sconti che applichi esclusivamente ai capi da donna. In questo caso non ti interesserà per niente inviare le offerte ai clienti di sesso maschile, perciò potresti creare delle promozioni sui social per raccogliere indirizzi email e fare in modo che solo le donne le vedano, ottenendo contatti di utenti realmente interessati alle tue offerte.

Questo era solo un esempio ma con i giusti strumenti puoi raggiungere un pubblico molto più preciso e simile al tuo target ideale.

Per le attività che non hanno la pazienza di costruire una lista contatti in questo modo esiste sempre l’alternativa di acquistarle da aziende specializzate inserendo i criteri del proprio specifico target, anche se generalmente il costo è molto più alto.

Una volta raccolto un buon numero di contatti dovrai pensare a una strategia: quante email invierai? Con quale frequenza? Manderai a tutti lo stesso contenuto o deciderai di diversificare?

Tutto questo dipende dal tuo obbiettivo.

A seconda del tuo obbiettivo potresti voler inviare una newsletter settimanale ai tuoi lettori per tenerli aggiornati sulle ultime novità della tua azienda; se volessi aumentare le vendite, potresti scegliere di notificare i tuoi potenziali clienti ogni volta che rilasci un nuovo prodotto e offrire un codice sconto.

Per la frequenza di invio, come spesso accade nel marketing, non esiste una risposta sicura. Inviare “abbastanza mail ma non troppe” per quanto sembri approssimativa, rimane la soluzione più giusta. Ovviamente una volta che prenderai confidenza con il tuo audience potrai aumentare o diminuire la frequenza a piacere.

Come fai a scegliere a chi inviare la mail giusta?

Con la segmentazione. La segmentazione è un processo molto semplice che permette di dividere il proprio audience in gruppi di contatti più piccoli assegnando ad ogni contatto un’etichetta che lo contraddistingue dagli altri. Così facendo puoi creare campagne di email marketing sempre più precise, invece che inviare la stessa mail a tutti.

Quali sono i vantaggi dell'email marketing?

La cosa importante è essere coerenti: se un utente ha inserito il proprio indirizzo email in una landing page per ricevere degli sconti, non puoi inviargli mail che parlano di tutt’altro o rischi di perdere un potenziale cliente.

Qualsiasi piattaforma di email marketing permette di segmentare il proprio pubblico senza grosse difficoltà, e risultati sono sempre ottimi.

Hai raccolto contatti interessati al tuo brand e li hai organizzati come si deve. Il prossimo passo è la costruzione della mail: il contenuto dovrebbe variare a seconda dell’obbiettivo.

Se il tuo obbiettivo è aumentare le vendite dei tuoi prodotti potresti voler aggiungere molte immagini nella tua mail per mostrare gli ultimi arrivi e, volendo, offrire un codice sconto, senza dimenticare di inserire i link giusti per ogni immagine che rimandino al prodotto di riferimento.

Ovviamente non devi esagerare con le immagini o rischi che la mail si carichi lentamente, creando disagio per i tuoi lettori.

Un’altra opzione potrebbe essere la newsletter: mail settimanali o giornaliere che aggiornano i lettori sulle ultime novità della tua azienda. All’interno puoi inserire praticamente di tutto, dai risultati ottenuti quest’anno agli aggiornamenti riguardanti i prossimi progetti.

Non esistono delle vere linee guida riguardo la costruzione di una mail, tutto dipende dall’obbiettivo della strategia di marketing, dal tono di voce del tuo brand e dal tipo di rapporto che vuoi instaurare con i tuoi lettori. L’unico limite è la tua immaginazione.

L’ultimo passaggio riguarda l’analisi dei risultati. Nell’email marketing questa è una fase importantissima ma relativamente facile se paragonata all’analisi risultati di altri strumenti.

In generale le due metriche che tutti devono tenere sotto controllo sono il tasso di apertura e quello di clic: il primo indica, ovviamente, quante persone hanno aperto la tua mail (ma non necessariamente l’hanno letta, attenzione) mentre il secondo è collegato alle call to action e ai pulsanti dentro la mail e indica quante persone vi hanno cliccato sopra. Potenzialmente ogni clic equivale a una visita al tuo sito web, ad un particolare prodotto o al tuo ultimo articolo di blog, quindi è un dato incredibilmente importante di cui tenere conto.

 

Spero che l’articolo ti sia piaciuto! In queste poche righe ho cercato di riassumere tutto quello che dovresti sapere prima di investire nell’email marketing.

Il mio consiglio è, come sempre, di rivolgersi a un professionista del settore per evitare di commettere scelte sbagliate e rischiare di perdere dei soldi.

Contattami subito!

Raccontami la tua idea e troverò la soluzione perfetta per il tuo problema.

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A cosa serve google my business?

A cosa serve google my business?

Cos'è google my business?

Hai presente questo:

a cosa serve google my business?

 

Questo è Google My Business, ma cercherò di essere più preciso.

Google My Business è un servizio lanciato da Google nel 2014 che permette ad attività di ogni tipo di ottenere maggiore visibilità nei risultati di ricerca in modo del tutto gratuito (sì, 100% free).

Inoltre permette al proprietario dell’attività (e quindi della relativa scheda My Business) di gestire le informazioni in maniera del tutto indipendente, senza bisogno di assistenza e dà l’accesso ad una serie di funzioni peculiari molto interessanti.

 

Cosa posso fare con Google My Business?

 

  • Aggiornare le informazioni della tua attività: in ogni momento puoi modificare gli orari di apertura e chiusura, numero di telefono, indirizzo del sito web e in generale tutte le informazioni essenziali che possono interessare l’utente al momento della ricerca
  • Comparire su Google Maps: questo è fondamentale se la tua attività lavora molto in locale oppure offre servizi solo in certe località. I tuoi clienti ti conoscono e sanno dove ti trovi, ma chi non lo è ancora deve assolutamente poterti trovare in questo modo.
  • Creare dei post: esatto, su Google My Business puoi creare dei piccoli post, proprio come in un social network, che appaiono nella tua scheda My Business nei risultati di ricerca oppure in Google Maps. Sono molto utili per illustrare delle promozioni in corso o parlare di un evento, ma attenzione: rimangono visibili solamente per 7 giorni.
  • Sfoggiare le tue recensioni: fa sempre piacere quando un cliente parla bene di te ed è ancora meglio se tutti possono leggere la sua opinione appena ti cercano online. Puoi anche collegare My Business con la pagina Facebook della tua attività per unire le recensioni lasciate su entrambe le piattaforme nella tua scheda My Business.
  • Rispondere ai messaggi: prenditi cura dei tuoi clienti e accompagnali durante l’esperienza di acquisto oppure rispondi alle domande di chi ancora non ti conosce.
  • Controllare le statistiche: scopri in che modo gli utenti ti trovano, come ti cercano e cosa fanno una volta atterrati sulla tua scheda My Business.
  • Caricare foto e video della tua attività

Perché è importante usare Google My Business?

Per svariati motivi, prima di tutto la SEO locale: se la tua attività offre servizi o prodotti solo in determinate zone o solo nella tua città Google My Business rappresenta una svolta. Anche senza avere un sito web dedicato oppure un sito web non perfettamente ottimizzato ti permette di apparire nei risultati di ricerca con poca fatica, grazie solamente alle informazioni che inserisci nella scheda My Business.

Ad esempio, cercando banalmente su Google “pasticceria Milano” hai il 100% di possibilità che la scheda My Business della tua panetteria compaia tra i primi risultati di ricerca (sempre che tu abbia una pasticceria a Milano).

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Considera poi che il cuore di ogni azienda è rappresentato dai clienti, sia quelli attuali che futuri. Una scheda My Business ben curata è come una piccola vetrina della tua attività che tutti possono vedere e di conseguenza valutare di fare affari con te. Le immagini che caricherai, le tue recensioni e le informazioni di base di orario e contatti possono fare notevolmente la differenza.

In più considera che è totalmente gratuito: dall’iscrizione alla procedura di verifica, dalla pubblicazione di contenuti alle chat con i clienti, Google My Business è 100% gratis. Una caratteristica non da poco e che interessa soprattutto le attività che non se la sentono ancora di investire in un sito web o in pubblicità online sotto altre forme.

 

Come registrarsi su Google My Business

Come per tutti i servizi offerti da Google, registrarsi su Google My Business è molto semplice e veloce, ma ti illustrerò velocemente i passaggi:

  1. Prima di tutto devi accedere a Google oppure creare un account Google (se ancora non ne hai uno) a questo indirizzo, dopodiché visitare la il sito web di Google My Business e cliccare su “Gestisci ora”.
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2. Una volta fatto ciò dovrai inserire le informazioni di base della tua attività, quindi il nome, l’indirizzo, le eventuali aree di consegna, la categoria nella quale si inserisce la tua attività, contatti e sito web, ecc…

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3. Infine ti verrà chiesto di verificare la tua attività, in modo che Google possa accertarsi della sua reale esistenza. A seconda del tipo di attività avrai a disposizione diversi metodi:

  • Verifica tramite posta: scegliendo l’opzione più comune Google invierà all’indirizzo da voi specificato una cartolina con un codice all’interno da inserire nel campo “Verifica ora” del tuo profilo Google My Business
  • Verifica tramite telefono: riceverai un codice al numero di telefono specificato da inserire nell’apposito campo “Verifica ora” del tuo profilo Google My Business. Questa opzione è disponibile solo per alcune attività idonee.
  • Verifica tramite email: identica alla verifica tramite telefono, solo che il codice lo riceverai via mail. Anche questo metodo non è disponibile per tutti
  • Verifica immediata: disponibile solo nel caso in cui si abbia già verificato il sito web dell’attività tramite Google Search Console
  • Verifica collettiva: disponibile solo per attività o aziende con più di 10 sedi

Se sei arrivato fino a questo punto senza problemi, complimenti! Adesso la tua attività è registrata e verificata su Google My Business!

Adesso non ti resta che completare il profilo con le ultime informazioni importanti e potrai iniziare a creare post accattivanti, chattare con i tuoi clienti ovunque ti trovi, gestire le tue recensioni e molto altro: imparerai velocemente come sfruttare al massimo le potenzialità di questo strumento!

come fare pubblicità online, a cosa serve google my business

 

Come creare un post su Google My Business

È molto semplice: basta andare sulla barra di navigazione che trovi a sinistra della schermata di Google My Business e cliccare su “Post”. Si aprirà la schermata di creazione del post nella quale potrai caricare la relativa foto, scrivere il testo e aggiungere informazioni in più che variano a seconda del tipo di post che sceglierai.

Post prodotti: inserisci un prodotto specifico che vendi nel tuo negozio con tanto di foto, descrizione e prezzo

a cosa serve google my business

Post novità: crea un post per spiegare ai tuoi clienti una novità di qualsiasi genere

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Post eventi: crea un evento con data e orari di inizio e di fine

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Post offerta: esponi un’offerta su un prodotto o uno sconto generale con tanto di orari di inizio e di fine

cos'è google my business

 

L’importanza delle statistiche

Per quanto a prima vista non lo sembri, alla fine anche Google My Business è uno strumento di Marketing Digitale e come tale dovrebbe far parte di una strategia più grande di lui e che comprende vari altri strumenti.

E in ogni strategia di Marketing Digitale la fase finale è estremamente importante: l’analisi delle statistiche.

a cosa serve google my business
come comparire su google maps

 

Solo in questo modo saprai come e con quali parole chiave gli utenti trovano la tua ottività online e di conseguenza saprai cosa modificare per ottenere risultati ancora più strepitosi.

 

Questa era la panoramica su Google My Business, se l’articolo ti è piaciuto ti consiglio di leggerne altri, oppure di contattarmi per discutere insieme la tua nuova strategia di marketing digitale per far risaltare ancora di più la tua attività.

Ti aspetto!

Cos’è l’Internet delle cose?

Cos’è l’Internet delle cose?

Cos'è l'Internet delle cose?

Più passa il tempo e più ci abituiamo ad essere connessi.

Prima c’erano i computer, poi i laptop, i palmari, gli smartphone, adesso addirittura gli orologi da polso… E gli assistenti vocali, fidati soprammobili pronti ad esaudire ogni richiesta in risposta ad un “Hey, Alexa!”; ricordi invece quando Siri era appena nata e non riuscivi neanche a ordinare di fare una telefonata?

Se però già adesso ti sembra di passare troppo tempo online e di affidarti troppo allo smartphone, continua a leggere.

Esiste un intero concetto chiamato “Internet delle cose” (Internet of things) che tratta proprio l’estensione di Internet ad oggetti e luoghi che non sono stati originariamente progettati per connettersi.

 

Quando si considera un oggetto intelligente?

 

Questi oggetti, chiamati smart objects, per essere definiti smart (intelligenti, appunto) devono possedere alcune funzioni peculiari: identificazione, localizzazione, diagnosi di stato, interazione, elaborazione dati e connessione.

  • Identificazione: devono essere dotati di un identificativo unico che li distingua da tutti gli altri oggetti connessi alla rete (un po’ come l’indirizzo IP per un PC)
  • Diagnosi di stato: devono conoscere il proprio stato di funzionamento e se necessitano di manutenzione
  • Localizzazione: devono conoscere la propria posizione nello spazio (dov’è finita la mia auto?)
  • Interazione: misurare variabili come il livello di inquinamento, l’umidità, la temperatura oppure i consumi energetici di energia elettrica, acqua e gas
  • Elaborazione dati: selezionare quali informazioni trasmettere tra tutte quelle raccolte
  • Connessione: la capacità di trasmettere informazioni, la più importante

Si stima che ad oggi esistano circa 26 smart objects per persona. Un numero esorbitante, chiaro, che non accenna a diminuire e, anzi, aumenta esponenzialmente di anno in anno. Spesso non ci accorgiamo di essere circondati da questi oggetti (forse è anche per questo che 26 a persona sembra incredibilmente alta, come stima) in parte per comodità e in parte per semplice ignoranza dell’argomento. Tuttavia molti degli smart objects più comuni fanno già parte della nostra quotidianità, passando quasi inosservati.

Andiamo a vedere dove si trovano questi smart objects e come vengono applicati in vari settori:

 

Internet delle cose nel privato

Non solo smartphone, ma molti dei device che usi quotidianamente: smartwatch, smartTV, impianti audio wireless, assistenti vocali… Nel migliore dei casi viene tutto inglobato in una smart home. Cos’è una smart home? Pensa al tuo impianto di domotica domestica, però sotto steroidi: tapparelle che si alzano quando sorge il sole senza che tu le abbia programmate perché semplicemente seguono gli orari dettati dal web; impianti di riscaldamento che si autogestiscono in base alle previsioni meteo, elettrodomestici autonomi in tutto e per tutto, dalla lavatrice che si attiva da sola al frigorifero che sa cosa manca e provvede ad aggiungerlo alla lista della spesa e ad ordinarlo online.

 

Internet delle cose: smart mobility

Il settore automobilistico e quello dei trasporti in generale sono tra quelli che stanno approfittando maggiormente dell’internet delle cose: alcuni esempi pratici riguardano la posizione del veicolo (intesa proprio come segnale GPS che ci guida sempre al punto in cui abbiamo parcheggiato) e il suo stato di funzionamento. I dati raccolti durante la guida vengono utilizzati ai fini assicurativi, per migliorare l’esperienza di guida e garantire la sicurezza degli occupanti del veicolo. L’internet delle cose permette anche di avere il controllo sulle flotte delle compagnie di spedizioni, assicurandosi che vengano rispettate le norme stradali così come gli orari e agevolando la turnazione degli autisti.

 

Internet delle cose nell’agricoltura: smart farming

Nel pieno dell’era digitale l’Internet delle cose diventa anche l’Internet della Terra: è il caso della società americana CropX, che ha realizzato un avanzato sistema di irrigazione completamente automatizzato che regola i flussi d’acqua a seconda del tipo di terreno per evitare sprechi; la stessa tecnologia viene applicata anche per fertilizzante e pesticidi.

 

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Internet delle cose: smart city

In una smart city tutti gli elementi sono connessi tra di loro e si gestiscono autonomamente, dall’illuminazione pubblica ai mezzi di trasporto, fino ai parcheggi e alle aree verdi. Il concetto di città intelligente, però, non riguarda solo le tecnologie: l’obiettivo finale è quello di creare un nuovo modo di vivere la realtà urbana aumentando la qualità della vita dei cittadini.

Un esempio è Firenze, che con il suo sistema di irrigazione delle aree verdi regola l’erogazione in base all’umidità e alle previsioni meteo ed è in grado di individuare da remoto perdite o guasti agli impianti, permettendo un intervento più rapido.

Questi sistemi, però, non sono esclusivi delle metropoli: si stima che in Italia quasi la metà dei comuni con almeno 15.000 abitanti (quindi di dimensioni contenute) abbia avviato almeno un progetto di smart city, negli ultimi anni.

 

In futuro questi numeri saranno solo un ricordo: si stima, infatti, che entro il 2025 gli smart objects interconnessi tra loro e la rete saranno più di 75 miliardi, ma questo cosa comporterà?

Per prima cosa, l’analisi dati salirà ad un livello del tutto nuovo: con sempre più dispositivi che raccolgono e si scambiano informazioni le intelligenze artificiali cresceranno sia in numero che in potenza diventando infine uno strumento fondamentale per le industrie e i governi. Le IA, infatti, saranno in grado di prevedere dei trend grazie alla mole di dati che potranno acquisire, e sapranno aiutarci a prendere decisioni in più ambiti della vita per migliorarne la qualità; ad esempio, una mansione di fondamentale importanza che potrebbero svolgere è quella dell’amministrazione delle risorse: evitando gli sprechi su più frangenti saranno in grado di limitare e prevenire crisi energetiche di ogni sorta.

Tuttavia l’aumento del numero di smart object e della portata dell’Internet delle cose porterà, di conseguenza, ad un rischio per la sicurezza maggiore: più dispositivi connessi alla rete implica più vulnerabilità ad attacchi informatici. Non si parla di un pericolo unicamente per i dati raccolti ma anche di minacce fisiche e reali, in quanto un malintenzionato potrebbe manomettere a distanza gli smart object di casa per, ad esempio, aprire la porta di ingresso senza che nessuno se ne accorga. In futuro, quindi, questa sempre più minima differenza tra Internet (inteso propriamente come World Wide Web) e l’Internet delle cose donerà al concetto di sicurezza informatica un significato molto più ampio, in quanto si occuperà della sicurezza di, potenzialmente, qualsiasi cosa.

 

Essendo un mercato relativamente giovane, presenta giustamente le falle e i problemi di sicurezza che ha avuto qualsiasi altro prodotto relativo al web prima di esso (basta pensare ai vecchi siti internet o alle prime app commercializzate). Giocando di anticipo, gli enti regolatori stanno già provvedendo a stipulare nuove formule per tutelare la privacy degli utenti (argomento sempre più scottante negli ultimi anni) e per creare nuove forme di GDPR aggiornate alla questione Internet delle cose.

L’internet delle cose si dimostra essere un settore interessante nel quale sempre più aziende stanno investendo. Sicuramente al momento la sua incidenza sulla nostra quotidianità è ancora bassa e poco rilevante, ma in futuro lo sarà sicuramente molto di più e avrà possibilità di utilizzo sempre maggiori.

 

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Serve ancora avere un sito web?

Serve ancora avere un sito web?

Serve ancora avere un sito web?

È davvero necessario avere un sito web, oggi?

Con tutti i social network a disposizione e mille altre piattaforme per gestire la propria presenza online in modo autonomo, ha ancora senso possedere un sito web per la propria attività?

Continua a leggere per scoprirlo!

Andiamo con ordine. Innanzitutto, quali sono i vantaggi che un sito web porta a qualsiasi attività?

 

AFFIDABILITÀ

Sembrerà brutto per i più nostalgici, ma oggi se non appari su Google non sei nessuno. La prima cosa che fa chiunque non abbia sentito parlare di te è cercarti su Google, ma cosa succederebbe se non ti trovasse?

Comparire nei risultati di ricerca, oggi, è sinonimo di affidabilità. Quando gli utenti non trovano il sito web della tua azienda o del tuo negozio sentono puzza di bruciato, capisci? E se anche una parte di loro continuasse a cercare, molti abbandonerebbero subito la ricerca e tu perderesti così dei clienti ancora prima di farti conoscere!

 

PROFESSIONALITÀ

Avere solo dei profili social non è assolutamente professionale.

Anzi, denota uno scarso interesse verso il proprio business e poco desiderio di volersi impegnare concretamente nel farlo crescere. Questo nasce dal fatto che per creare una pagina Facebook aziendale oggi ci vogliano veramente pochi minuti, e se questa non viene curata al pari di un sito web, gli utenti se ne accorgono!

Inoltre, questa differenza tra social e sito viene ancora messa più in risalto dal fatto che per creare un sito web ci si debba rivolgere ad un professionista, mentre spesso i profili e le pagine sui social vengono creati (se non addirittura gestiti, aiuto!) dal proprietario o da qualcuno di interno all’azienda.

Ma ricorda che avere un sito web non basta!

Deve essere aggiornato, moderno e funzionale. Puoi anche essere online dal 1996 ma se lo stile del tuo sito si è fermato a quell’anno difficilmente riuscirai a vendere il tuo prodotto. Non puoi neanche permetterti di avere pagine vuote o link che non portano da nessuna parte o rischi di dare l’impressione che il tuo sito non venga mai controllato.

Ricorda: il sito web è la prima cosa che gli utenti vedono della tua attività. È come se fosse la vetrina del tuo negozio, e tu non la trascureresti mai, vero?

Oggi, poi, sempre più persone sono interessate alla sicurezza dei propri dati, quando navigano in rete. È importante che si sentano sicure a fare acquisti sul tuo sito web, quindi è fondamentale che possano leggere in qualunque momento la privacy e cookie policy.

 

STABILITÀ

Diverse aziende, negli anni, si sono ritrovate in situazioni critiche perché hanno affidato la propria presenza online in gran parte sui social network. Social, nei loro casi, che si sono rivelati fallimentari e che sono stati chiusi, causando gravi danni.

Ora, non farti prendere dal panico: Facebook e Instagram non spariranno dall’oggi al domani! Tuttavia è importante essere consapevoli che se gestisci il tuo business unicamente attraverso i social, corri rischi maggiori rispetto a farlo dal tuo sito web, indipendente, sicuro e online h24 fino al giorno in cui deciderai di chiuderlo.

 

PERSONALIZZAZIONE

I social network di base permettono una grande personalizzazione dei contenuti e una libertà di espressione non indifferente, ma resta il fatto che quello che pubblichi deve sottostare a regole e formati rigidi dettati, appunto, dal social di riferimento.

Un sito web, invece, è personalizzabile al 100%.

Ogni singolo elemento del tuo sito può essere modificato e resto stilisticamente secondo i tuoi gusti per esprimere al meglio la tua personalità come imprenditore, oppure può essere costruito in modo da somigliare al tuo negozio fisico o alla tua azienda per creare un’esperienza d’acquisto che unisca digitale e fisico sotto uno stesso marchio: il tuo.

ANALISI

I social network offrono strumenti di analisi ottimi (ed esistono centinaia di servizi di terze parti che possono fare al caso tuo) ma hai mai sentito parlare di Google Analytics? Quello che è probabilmente il migliore e più preciso strumento di analisi del traffico in circolazione, ti permette di conoscere perfettamente ogni movimento che fanno i gli utenti quando entrano, visitano, ed escono dal tuo sito. Questo ti permette di sapere sempre come comportarti con loro, come modificare la tua strategia e far crescere più efficacemente il tuo business.

E ora il mio preferito:

CONVERSIONI

Quando si parla di marketing (marketing digitale, in questo caso) molti pensano a email, social media marketing, annunci su Google, ma quasi nessuno pensa ad un sito web.

La verità è che gli strumenti che ti ho elencato servono unicamente per veicolare il traffico verso il tuo sito web, dove si converte effettivamente un utente in cliente!

In soldoni, nessuno fa acquisti sui social network: tutti arrivano, ad un certo punto della campagna di marketing, su un sito web per concludere l’acquisto.

 

Come avrai capito, i vantaggi che porta un sito web non sono pochi e ne scoprirai molti di più una volta che deciderai di crearne uno per la tua attività!

Quindi, questo vuol dire che tutti dovrebbero avere un sito web?

Praticamente sì.

Vuol dire che basta avere un sito web per ottenere più clienti?

Assolutamente no.

Vuol dire che se hai un sito web puoi cancellarti dai social?

ASSOLUTAMENTE NO!

Anzi, i social (così come gli altri strumenti di marketing) sono fondamentali e possono diventare l’elemento vincente per tutte quelle attività e quei siti web che sostanzialmente rispondono alle domande latenti degli utenti.

Una domanda latente riguarda un bisogno non primario, spesso frutto delle emozioni, e genera quelle ricerche sul web che riguardano magari prodotti di bellezza, viaggi, abbigliamento e così via; proprio per la loro bassa urgenza, queste ricerche vengono spesso abbandonate e riprese solamente più tardi grazie ad annunci pubblicitari.

La questione è completamente diversa per i siti web che trattano prodotti di maggiore importanza oppure bisogni primari e urgenti; in questo caso si parla di domanda consapevole. Appartengono a questa categoria tutte quelle attività che riguardano il settore industriale, alimentare all’ingrosso, medicina, ecc… Che, tra l’altro, difficilmente possono fare leva sui bisogni emotivi degli utenti.

In soldoni, la differenza riguarda l’urgenza della ricerca: se ti si rompe il lavandino cerchi un idraulico su Google (e lo cerchi di corsa), se stai scegliendo la crema corpo o il prossimo libro da leggere è facile che te ne dimenticherai prima ancora di finire la ricerca e ti troverai un bell’annuncio su Facebook poco dopo.

Capirai che ci sono attività che possono sopravvivere tranquillamente senza mai usare nulla al di fuori del proprio sito web e altre che invece dipendono in buona parte da strumenti esterni di visibilità e che utilizzano il sito web solo per concludere gli acquisti.

Ma quindi…

CHI HA DAVVERO BISOGNO DI UN SITO WEB?

 

CHI APRE UNA NUOVA ATTIVITÀ

È il 2020, sei forte, sei nuovo e sei circondato dalla concorrenza. Che fai? Non puoi più contare solo sul passaparola e aspettare che i clienti capitino davanti al tuo negozio, apri un sito web!

 

CHI HA MOLTI CONCORRENTI

Difficilmente sarai un professionista unico nel suo genere o la tua azienda sarà la sola al mondo a fornire quel preciso servizio. Normalmente parlando, però, se hai un’attività devi fare i conti con la concorrenza e a seconda del settore questa può presentarsi in modi più o meno aggressiva. L’ideale è cominciare con un bel sito web che ti faccia notare in mezzo alla folla e ti garantisca maggiore visibilità rispetto ai tuoi concorrenti.

 

SE SEI DI NICCHIA

Se invece sei davvero specializzato in qualcosa di molto raro, di nicchia ed estremamente specifico (piccoli cappotti per cani, mai sentiti?) dovresti comunque avere un sito web. Un sito web ben posizionato nei risultati di ricerca può farti raggiungere da tutte quelle persone che prima non sapevano neppure che esistessi!

Nonostante tutto, sono in molti coloro che si lasciano intimidire dall’idea di aprire un sito web e optano per una più semplice e immediata pagina Facebook o profilo Instagram, ignorando tutto ciò che ho scritto in questo articolo.

Spesso i motivi principali sono due:

  • Economici: (purtroppo qui mi tiro un po’ la zappa sui piedi…) però aprire un profilo sui social per il tuo business è assolutamente gratuito! Al contrario, un web designer deve essere pagato per creare il tuo sito.
    C’è da dire, però, che anche far gestire e crescere questi profili da un social media manager ha un costo.
  • Di fiducia: purtroppo ancora molti titolari d’impresa e professionisti timorosi non osano affacciarsi sul web, convinti si tratti di un mondo di truffe e imbrogli! Purtroppo, come professionisti, possiamo solo argomentare le nostre ragioni e mostrare prove del nostro operato attraverso portfolio, social, ecc…

Concludo con il mio punto di vista, puramente personale.

Al di là del fatto che sia un web designer, ritengo che sia importante che un’attività abbia un sito web.

Non è essenziale, nel senso che si può vivere tranquillamente senza e affidarsi ai social network, ma resta un peccato. È un peccato, secondo me, perché in Italia il web viene ancora stigmatizzato e visto come inutile, truffaldino o non efficace, mentre all’estero viene tenuto in grande considerazione.

Negli Stati Uniti, ad esempio, è molto comune che anche una semplice caffetteria di quartiere abbia un sito web, mentre in Italia capita che non ce l’abbiano neppure aziende affermate.

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