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Quanto costa un sito web?

Quanto costa un sito web?

Quanto costa un sito web?

È la domanda che in molti si chiedono almeno una volta. Imprenditori che vogliono portare il proprio business a un altro livello, commercianti che desiderano aprire un e-commerce da affiancare ad un negozio reale e, perché no, anche semplici curiosi.

Quanto costa un sito web? Qui le risposte non si possono contare e spaziano dal ridicolo “ma va, è gratis! Non ci vuole niente per farlo.”; al preoccupante “con 350€ hai sito, contenuti, SEO, social, marketing e tra una settimana sei primo su Google”; fino al mostruoso, ma più giustificabile “20.000€ tutto incluso”.

Perché c’è così tanta differenza tra un caso e l’altro e perché è così difficile stabilire un prezzo oggettivo che metta d’accordo tutti, professionisti e clienti?

Perché spesso c’è ignoranza al riguardo e accontentare tutti risulta difficile.

Il cliente, giustamente, non ha le conoscenze per stimare un prezzo e quindi quando si rivolge ad un professionista si aspetta di spendere il meno possibile; non ha idea del lavoro dietro a un sito web.

Il web designer, invece, conosce bene il suo lavoro e sa che per realizzare un sito web perfetto deve conoscere gli obbiettivi del suo cliente. Intorno ad essi ruoteranno sia il preventivo che la trattativa, che la creazione del sito stesso.

Il cliente espone le sue necessità e sta al professionista interpretarle e comprenderle per consegnargli qualcosa di più vicino possibile alla sua idea iniziale e giustificare il prezzo con spiegazioni dettagliate che chiariscano al cliente che non sta sprecando i suoi soldi e il suo tempo.

In base agli obbiettivi del cliente il web designer valuterà quale tipologia di sito web sarà la più in linea e cercherà di rispettare tutte le esigenze e il budget stanziato.

QUAL È IL TIPO DI SITO WEB PIÙ GIUSTO?

 

SITO WEB STATICO

Spesso definiti anche siti vetrina, sono la tipologia più semplice e facile da realizzare. Di solito sono composti da poche pagine e servono unicamente a illustrare cosa fa un’azienda, il catalogo prodotti e dare ai visitatori la possibilità di contatto tramite telefono e email.

In genere questi siti nascono e muoiono così, con possibilità di aggiornamento limitate, una gestione del “dietro le quinte” impossibile per il cliente e integrazioni limitate in generale. Hanno il vantaggio di essere rapidi da fare e più economici rispetto ad altre tipologie, per questo vengono spesso scelti come primo sito da chi si affaccia sul web per la prima volta.

quanto costa farsi fare un sito?

SITO WEB DINAMICO

Un sito dinamico si differenzia da uno statico perché permette agli utenti di interagire con esso. Questo può accadere tramite moduli di contatto, moduli per l’iscrizione alla newsletter, chat, commenti e altro ancora.

In genere è necessario un sito web dinamico quando si prevedono aggiornamenti frequenti, come nel caso di blog aziendali, modifiche al contenuto e in generale quando si vuole offrire agli utenti un’esperienza diversa da quella che offrirebbe un sito web statico e, perciò, risulta più caro.

 

SITO WEB E-COMMERCE

Un vero e proprio negozio online indipendente o come controparte sul web di un negozio esistente nel mondo reale. Ovviamente è diverso dalle altre tipologie di siti in quanto è predisposto per la vendita di prodotti, la gestione di pagamenti attraverso vari metodi, inventario, magazzino, tasse, spedizioni e tutto ciò che concerne il commercio.

Come puoi intuire questo tipo di sito web è decisamente più caro di altri in quanto il lavoro effettivo svolto da parte del web designer è maggiore, senza contare tutta la parte di inserimento prodotti nel catalogo e la formazione al cliente per insegnargli a gestire il suo nuovo negozio online.

QUALI SONO I COSTI DI UN SITO WEB?

prezzo medio sito web, prezzo sito web freelance

HOSTING E DOMINIO

Un hosting è lo spazio che il tuo sito web occupa su Internet. Gli hosting si ottengono pagando aziende specializzate che “affittano” una porzione dei loro server per fare spazio al tuo sito e permettergli di esistere.

A seconda delle sue prestazioni e di alcune esigenze specifiche, un hosting può costare dai 20 ai 1000 euro annuali. Ovviamente ne esistono anche di gratuiti, ma spesso presentano restrizioni incredibili e prestazioni al limite dell’accettabile e vengono usati solo per le start up che devono ancora immettersi nel mercato.

Un prezzo onesto per un hosting di fascia media si aggira intorno ai 50€

Il dominio invece è la porta tramite la quale gli utenti possono entrare nel tuo sito, quindi è anche questa una spesa non evitabile.

Il valore di un dominio si calcola in base alla sua facilità di ricerca; ad esempio il dominio “Internet.com” vale intorno ai 18 milioni di dollari, mentre “giuseppeautoricambi.it” è gratuito. Capisci la differenza?

TEMA O TEMPLATE HTML

Tutto ciò che vedi nel tuo sito: pagine, pulsanti, menu, grafica, tutto quanto.

I temi si applicano a CRM come WordPress mentre i template html si acquistano e vengono modificati manualmente tramite l’aggiunta o la rimozione di codice.

In entrambi i casi il prezzo può variare da pochi euro a centinaia a seconda delle caratteristiche offerte dal prodotto, dalla sua semplicità d’uso oppure dalla sua esclusività.

 

PLUGIN E FUNZIONALITà EXTRA

I plugin sono piccoli accessori che puoi applicare al tuo sito web per espanderne le funzioni là dove il tema è limitato. Potrebbe essere per integrare una newsletter oppure anche solo per cambiare i colori di certi elementi.

La maggior parte dei plugin, comunque, si trova gratuitamente online senza restrizioni di sorta, mentre il resto può avere un costo che varia a seconda delle funzioni offerte.

 

TESTI

Sembra scontato, ma anche i testi da inserire nel tuo sito web hanno un costo, specie se vuoi che siano fatti bene.

Chiunque può scrivere, ma solo un copywriter sa scrivere efficacemente. Questo significa che i tuoi testi trasmetteranno esattamente il messaggio che vorrai, saranno orientati alla vendita o alla promozione e, soprattutto, saranno scritti in chiave SEO cioè ottimizzati per la ricerca su Google.

Le tariffe di un copywriter variano da persona a persona, dal tipo di testo da scrivere, dalla sua lunghezza e dal tempo che richiede. Spesso i prezzari includono un limite massimo di parole a cui fare riferimento, oltre il quale il prezzo tende ad aumentare.

 

IMMAGINI

Sapevi che non puoi usare liberamente tutte le foto che trovi online? Il 90% di esse è protetto da copyright, perciò prendendole per il tuo sito web senza sapere se puoi riutilizzarle rischi di incappare in multe per violazione di diritto di copyright.

Come evitarlo? Scegliendo del materiale originale oppure non protetto da copyright.

Se la tua location è unica e si presta a farlo, dovresti investire in un fotografo che ti faccia un servizio completo. In questo modo tutte le foto ti apparterranno e potrai utilizzarle sul tuo sito, i tuoi social e su qualsiasi altro format che vorrai.

Questa soluzione ha un costo, ovviamente, ma è la scelta migliore per molte attività: materiale originale e ben curato giova alla brand awareness e trasmette maggiore professionalità agli occhi degli utenti.

L’alternativa, le immagini senza copyright (o immagini stock), è prevalentemente gratuita. Fotografi e artisti mettono il proprio lavoro a disposizione di chiunque, a patto che una volta usata una foto si citi la fonte da qualche parte come riconoscimento all’autore; se non ti va, puoi sempre pagare per la singola foto oppure acquistare un abbonamento da uno dei tanti siti web che forniscono immagini stock. Di solito si tratta di pochi euro al mese.

Attenzione: poiché queste immagini sono ad uso libero, sicuramente le ritroverai in giro per il web su altri siti, quindi il tuo sito non avrà niente di originale.

SEO

Questa voce riguarda solo chi desidera ottenere di più dal proprio sito e non semplicemente “essere su internet”.

La SEO (search engine optimization) è l’ottimizzazione per i motori di ricerca. Significa utilizzare una serie di tecniche, strategie e strumenti per migliorare la posizione di un sito web nelle pagine di Google.

I prezzi di un SEO specialist variano molto a seconda della sua esperienza, del suo portfolio e del tuo tipo di business. Oltre ai costi di un professionista che metta in pratica una strategia ben studiata considera gli eventuali abbonamenti agli strumenti che userà e il tempo richiesto per la creazione di contenuti ottimizzati per la ricerca.

Sito web economico

INTEGRAZIONI

Per integrazione si intende qualsiasi modifica vada fatta al sito per collegarlo con altre piattaforme e aggiungervi delle funzionalità. Spesso si fa riferimento a Google Analytics e Facebook Pixel come integrazioni che ogni sito dovrebbe avere per poter essere analizzato correttamente.

Ovviamente ne esistono di altri tipi: dalla raccolta di contatti per la newsletter al chatbot, fino alle recensioni di Google My Business.

Tutte queste integrazioni e molte altre hanno in comune una cosa: bisogna agire direttamente sul codice del sito web per applicarle.

Ora, molti non valutano neppure l’idea di queste aggiunte, ma molte di esse sono fondamentali per garantire un futuro al tuo sito web così come al tuo business come le integrazioni con Analytics (probabilmente la più importante).

 

PUBBLICITà E MARKETING

Anche questo è un servizio opzionale per quanto riguarda la semplice realizzazione di un sito web, ma dovrebbe essere obbligatorio per ogni business.

Come già detto in precedenza in altri articoli, un sito web da solo serve a poco. Se pensi che ti porterà magicamente nuovi clienti, sbagli di grosso; il tuo sito può portare nuovi clienti (insieme ad altri vantaggi) solamente se affiancato da una strategia di marketing efficace.

Questo vuol dire investire nel web marketing, nel social media marketing e in altre forme di promozione digitale. I costi variano di molto anche qui.

Il costo finale si divide in due parti: la tariffa del marketer a cui ti affiderai e i costi delle piattaforme utilizzate.

I marketer di solito stilano i preventivi a seconda degli obbiettivi che il cliente vuole raggiungere, quindi della mole di lavoro necessario a raggiungerli, della frequenza con cui si vuole agire (ogni quanto postare, pubblicare, inviare una mail, ecc…) e via dicendo fino a raggiungere un prezzo ottimale che soddisfi entrambe le parti.

A questa cifra bisogna poi sommare i costi delle piattaforme scelte, ognuna delle quali ha tariffe e metodi di fatturazione diversi:

Quanto costa la pubblicità su internet?
  • Facebook Ads: il budget dedicato è a discrezione del cliente anche se è compito del marketer consigliare una cifra adeguata e cercare di ottimizzare i costi il più possibile. La spesa fluttua secondo una serie di criteri di valutazione specifici di Facebook per il quale più la campagna è buona, meno spendi; perciò il valore finale può essere di pochi euro come di qualche centinaio.
  • Linkedin Ads: molto simile a Facebook Ads come piattaforma ma dai costi decisamente più alti. Per iniziare è necessario acquistare un piano di abbonamento che offre servizi e prezzi diversi a seconda delle esigenze del cliente, che può variare da circa 40€ mensili fino ad alcune centinaia. Oltre a questa spesa obbligatoria di base bisogna sommare quella per le sponsorizzazioni vere e proprie come per Facebook Ads.
  • Google Ads: comparire primo su Google ha un costo (e che costo). Gli annunci pubblicitari di Google sono molto specifici ed incredibilmente efficaci se utilizzati correttamente, ma richiedono un budget maggiore rispetto ad altre forme di promozione. Questo perché si basano sulla ricerca di determinate parole chiave da parte degli utenti, parole che hanno un prezzo che varia a seconda della loro popolarità.
    Ad esempio le parole “autoricambi fiat Asti” hanno un prezzo minore rispetto a “autoricambi fiat” perché si fanno molte meno ricerche con parole così specifiche, rispetto alle altre più generiche.
  • Email marketing: ogni piattaforma ha dei prezzi fissi in abbonamento mensile o annuale che ti garantiscono certi servizi a seconda della cifra. Solitamente ogni piano conferisce un determinato numero di invii mensili o di contatti che puoi avere nella tua mailing list. Alcune piattaforme come Mailchimp forniscono anche la possibilità di integrare i social network e di ottenere una piattaforma di marketing a 360°, per un prezzo aggiuntivo.

Queste sono le alternative più comuni quando si decide di affiancare una strategia di marketing digitale al proprio sito web, ma ce ne sono molte altre che si prestano egregiamente alle esigenze più disparate.

 

QUANTO COSTA FARSI FARE UN SITO WEB: WEB AGENCY VS FREELANCE

 

Come se non ci fossero già abbastanza fattori da considerare quando si parla del prezzo di un sito web, non possiamo dimenticarci di uno dei punti chiave: chi sarà a realizzarlo!

Parliamo concretamente.

Una web agency ha costi di gestione più alti rispetto a un freelance: l’affitto di uno studio, dipendenti da stipendiare, luce, gas e le altre spese che riguardano qualsiasi attività.

Questo significa che sì, è probabile che una web agency proponga un prezzo più alto di quanto ti aspetti per il tuo sito web, ma è anche probabile che sarai seguito meglio durante tutto il vostro rapporto lavorativo. Di solito una web agency strutturata ha chi si occupa della grafica, chi del marketing, chi della programmazione, ecc… E ovviamente chi si occupa di vendite e relazioni con i clienti!

Ciò significa che in qualsiasi momento, non importa quanto siano occupati i vari membri dell’agenzia, avrai un consulente a tua disposizione per rispondere alle tue domande e fugare i tuoi dubbi.

Solo se si tratta di una web agency seria, ovviamente…

Quanto costa farsi fare un sito web da una web agency?
Quanto costa farsi fare un sito da un web designer freelance?

Un freelance, d’altro canto, spesso abbatte i costi di gestione della sua attività lavorando da casa o in uno spazio di coworking, evitando di pagare le spese di un ufficio.

Tuttavia questo non basta a giustificare un prezzo più basso.

Essendo un professionista qualificato esattamente come quelli che lavorano in una web agency, anche il freelance ha le sue tariffe che variano a seconda del lavoro richiesto, del tempo da dedicarvi e così via. La differenza sostanziale è che c’è una sola persona ad occuparsi di tutto.

Da un lato questo ha dei vantaggi: tu, come cliente, parlerai e ti confronterai sempre con la stessa persona e discuterai con lui di tutto, dalle richieste tecniche alla manutenzione, compresi i discorsi di fatturazione e pagamenti. In questo modo le informazioni non devono passare tramite intermediari e arrivano al diretto interessato.

Inoltre un freelance tende ad essere meno rigido su certi aspetti, come per gli orari: è facile che un freelance intervenga sul tuo sito per una manutenzione straordinaria o per risolvere qualche problema anche fuori dall’orario di lavoro; nel caso di un’agenzia potresti dover aspettare fino alla riapertura o addirittura tutto il week end.

Lo svantaggio principale, invece, risiede nella natura stessa del freelance: come già detto, è solo una persona.

Questo vuol dire che può lavorare solo ad un certo numero di progetti e clienti contemporaneamente e potrebbe rinunciare ad instaurare un rapporto lavorativo con te proprio per mancanza di tempo.

In alternativa potrebbe accettare lo stesso, ma ad un prezzo superiore, oppure potrebbe rivolgersi alla sua rete di collaboratori per dividere il carico di lavoro, aumentando comunque il preventivo finale.

QUANTO COSTA UN SITO WEB SE FACCIO DA SOLO?

 

Se hai letto tutto fino a questo punto sicuramente ti starei chiedendo: “e se invece mi faccio il sito da solo?” che onestamente è una domanda più che lecita.

Di solito hai due opzioni:

1) Imparare a fare da solo tutto ciò di cui ho parlato in questo articolo

2) Utilizzare un costruttore di siti web

 

Parliamoci chiaro: se tu avessi deciso fin da subito di imparare come si fanno i siti web, probabilmente non avresti mai aperto questo articolo e di sicuro non avresti cercato un web designer per il tuo progetto.

Non c’è niente di male, ovviamente.

Il tuo tempo è limitato e non è il caso di aggiungere un carico del genere alla tua routine già piena zeppa di impegni. Perciò, cosa si fa quando ci serve qualcosa che non sappiamo fare? Ci rivolgiamo ad un professionista.

Attenzione, anche se tu decidessi comunque di fare tutto da solo per hobby o per curiosità, sappi che ci sono dei costi tecnici fissi a cui non puoi sottrarti (vedi hosting, dominio, tema, template, ecc…) e alla fine risparmieresti solo sulla manodopera rischiando di ottenere un prodotto finale di qualità inferiore.

Per quanto riguarda la seconda opzione, i costruttori di siti web, non ho una buona opinione a riguardo.

Si tratta di piattaforme (Wix e Shopify sono probabilmente le più famose) che in cambio di un pagamento mensile ti “affittano” parte del loro spazio web nel quale potrai costruire il tuo sito.

Il processo è piuttosto intuitivo in quanto si tratta di builder “drag & drop”, ovvero “clicca e trascina” ed è molto probabile che tu non metta mai mano al codice del sito; la semplicità di questi strumenti permette a chiunque di creare il proprio sito web ed è indicato per chi non ha assolutamente né esperienza né conoscenze di web design.

Il rovescio della medaglia è che ti ritroveresti con più svantaggi che altro:

  • Prima di tutto le funzioni del tuo sito sono limitate dal tipo di abbonamento che scegli (meno paghi, meno funzioni ottieni); spesso per utilizzare anche solo gli strumenti più basilari come i moduli di contatto potresti dover pagare più di quanto avresti previsto
  • Il tuo sito web non sarà mai indipendente ma sempre subordinato alla piattaforma scelta, mentre con dominio e hosting dedicato saresti il padrone di te stesso. Un esempio: il dominio del tuo negozio di scarpe potrebbe normalmente sarebbe qualcosa tipo it ma affidandoti a queste piattaforme avresti wix.negoziodiscarpe.it (nel caso di Wix). Questo fa male alla tua immagine e trasmette poca professionalità.
  • Un altro problema riguarda le prestazioni, anch’esse limitate dal piano di abbonamento. È inutile dire quanto un sito debba essere performante anche dietro le quinte per sostenere tutto il traffico in entrata e garantire una navigazione scorrevole e veloce per l’utente.
  • So che l’ho già detto ma questi builder uccidono la brand awareness! Un sito web costruito tramite questi servizi trasmette una pessima immagine della tua azienda! Se il sito è fatto in maniera così dilettantistica e poco curata, cosa credi che dovrebbero pensare i tuoi potenziali clienti? Che gestisci anche gli affari in modo poco serio!
prezzo onesto per sito web

Come vedi è facile lasciarsi attirare dai prezzi bassi ma il rischio di ottenere un prodotto scadente è molto alto.

Questo ovviamente si applica anche alle web agency e ai professionisti freelance; dovresti diffidare dai preventivi troppo bassi per due motivi principali: il primo è che potrebbero proporti un prezzo basso per poi aumentarlo ripetutamente inserendo servizi che non erano segnati nel contratto iniziale. Alla fine ti ritroveresti a pagare per qualcosa che non sapevi neanche ci fosse!

Il secondo motivo, invece, riguarda il tempo. Pensaci bene. Sapendo che per avere un sito web serve buona parte di quello che c’è scritto in questo articolo e un certo quantitativo di ore per realizzare il tutto, ha senso fidarsi di un prezzo troppo basso?

Quanto può essere competente un professionista che non sa dare un giusto valore alle sue ore di lavoro? Poco, direi.

E che risultati puoi aspettarti? Pochi, anche qui.

 

In conclusione, il mio ultimo consiglio è questo: sapendo cosa serve per fare un sito web, quanto costa mantenerlo e quanto tempo ci vuole per farlo, diffida sempre da prezzi troppo bassi.

Se desideri un sito web per il tuo business che sia veloce, bello, sicuro, affidabile e soprattutto realizzato a regola d’arte ti consiglio di valutare più offerte e di rivolgerti a professionisti affidabili.

Professionisti come me 😉

Contattami per ricevere un preventivo gratuito e discuteremo insieme del sito web perfetto per te!

Ecommerce facile: come aprire un negozio online da zero

Ecommerce facile: come aprire un negozio online da zero

Ecommerce facile: come aprire un negozio online da zero

Il 2020, è cosa nota, è stato un anno difficile sotto più aspetti. Uno di questi sicuramente è quello economico: con periodi di apertura ristretti e un economia stagnante in tutto il paese, sono innumerevoli le aziende che hanno fallito; in ogni settore, aggiungerei, perché questa sfortuna non ha riguardato solo certi prodotti o certi servizi.

Oppure non è tutto qui?

Il rovescio della medaglia di questo anno sfortunato è che l’ecommerce in Italia ha visto per la prima volta una crescita degna di nota. Impossibilitati a muoversi liberamente, gli italiani hanno ripiegato sul commercio online per sopperire alle proprie necessita di acquisto, dai giocattoli all’elettronica, fino ai beni di prima necessità.

Diversi milioni di utenti, infatti, hanno fatto i loro primi acquisti online proprio quest’anno segnando un incremento del 300% rispetto al 2019. Molti hanno fatto affidamento ai colossi dell’ecommerce come Amazon e Ebay, forti della loro notorietà e quindi offrendo una sicurezza maggiore per chi si è affacciato per la prima volta a questo mondo; altri, invece, hanno deciso di continuare a sostenere l’economia locale acquistando ciò di cui avevano bisogno dai loro negozi di fiducia che hanno deciso di aggiornarsi e aprire il proprio ecommerce dedicato.

Intravedendo un’opportunità di crescita, sono infatti molti i commercianti che hanno deciso di investire nella propria attività nonostante la crisi e di creare una vera e propria vetrina virtuale per continuare a vendere nonostante le restrizioni imposte dai DPCM.

E mentre mi congratulo con le attività che hanno deciso di cogliere la palla al balzo, mi chiedo: perché gli altri non seguono il loro esempio? Perché in Italia non ci sono più ecommerce?

PERCHÉ HAI DECISO DI NON APRIRE UN ECOMMERCE?

Le ragioni che mi vengono in mente sono principalmente queste:

Non credi che ne valga la pena: questa è una motivazione puramente personale e soprattutto dettata dalla radicata diffidenza che circola tra gli imprenditori riguardo il mondo del web e dintorni. Non si contano le aziende che hanno deciso di rimanere ancorate ai propri modelli di business spesso datati e che ne hanno pagato le conseguenze nel 2020. Basta fare una rapida ricerca su Google per scoprire che aprendo un ecommerce i profitti aumentano praticamente sempre; non esiste davvero un settore che non tragga beneficio dalla vendita online.

 

Pensi che la tua attività sia troppo piccola: ancora una volta, con una rapida ricerca online si scopre che molti degli ecommerce aperti quest’anno appartengono ad aziende di piccole dimensioni, se non addirittura negozi di quartiere. Considerando che sul web si può vendere qualunque prodotto, persino gli alimentari hanno cavalcato l’onda della rivoluzione digitale per rimanere al passo con i tempi.

Come vendere i miei prodotti online

Aprire un ecommerce ha un costo: come ogni altro aspetto di un’impresa, anche questo ha un costo. La differenza è che un ecommerce è un vero e proprio investimento che decidi di fare per il tuo business e ti garantisco che in breve tempo si ripaga da sé. Mi rendo conto che molte aziende hanno patito una crisi gravosa quest’anno e non hanno neppure valutato l’idea di affrontare anche questa spesa, ma è anche vero che esistono moltissimi professionisti del web onesti che sarebbero disposti a dilazionare, ritardare e scontare i pagamenti per venire incontro alle difficoltà di tutti.

 

Non sai come funziona: come si suole dire “nessuno nasce imparato” quindi se quella è la tua vera preoccupazione puoi stare tranquillo: non esiste web designer o ecommerce specialist che ti consegni un prodotto senza prima averti insegnato ad usarlo e soprattutto senza fornirti una consulenza straordinaria in caso di necessità.

 

Credi che non durerà: e magari l’hai pensato anche per le email, i social network, Whatsapp e molti altri fenomeni digitali che sono comparsi negli ultimi 15 anni e si sono fatti strada (a fatica) anche in Italia.

Eppure oggi praticamente tutti (e ripeto tutti) gli imprenditori entrano in contatto con i fornitori attraverso le email e si relazionano con i propri clienti con Whatsapp, Facebook e Instagram rappresentando un vero e proprio paradosso vivente.

 

Ma adesso andiamo a vedere i vantaggi di avere un ecommerce:

Dal punto di vista di un cliente, una rete maggiore di ecommerce porta vantaggi più che altro in termini di comodità: se le persone possono fare acquisti in ogni momento comodamente da casa loro, perché dovrebbero prendersi il disturbo di venire nel tuo negozio? In pochi secondi possono completare l’ordine e attendere che il prodotto venga consegnato direttamente a casa loro in tempi sempre più brevi.

Fare acquisti in un qualsiasi negozio fisico richiede di vestirsi, uscire di casa e cercare parcheggio, con il rischio di non trovare il prodotto desiderato e di aver perso tempo.

Perchè aprire un negozio online?

Per gli imprenditori che invece decidono di aprire un ecommerce i vantaggi sono decisamente più interessanti:

  • Un ecommerce non chiude mai: mentre durante il lockdown la tua attività è costretta a chiudere, la sua controparte online non ha questo problema. Immagina cosa voglia dire questo tradotto anche nei week end, durante le festività e soprattutto di notte.
  • Un ecommerce permette di vendere di più: gli studi dimostrano che le persone sono più invogliate a fare acquisti quando devono impegnarsi di meno. Come ho già detto prima, i tuoi clienti potranno raggiungerti da qualsiasi luogo e a qualsiasi ora in tutta comodità.
  • Puoi vendere a più persone: oltre al mercato locale, potresti decidere di espandere la tua attività e di iniziare a vendere in tutta Italia raggiungendo un numero di clienti decisamente maggiore rispetto a prima e, in sostanza, aumentare i tuoi profitti.
  • L’ecommerce costa meno del tuo negozio: in pratica un ecommerce è un sito web, quindi i costi che affronti per mantenerlo online sono minimi; un dominio, un hosting, un professionista che lo crei e lo imposti correttamente e, facoltativamente, le spese per un po’ di pubblicità online. Converrai con me che un negozio fisico richiede costi di manutenzione molto più alti.

A questo punto hai due possibilità: puoi affidarti ad un professionista del web che crei da zero il tuo ecommerce completamente personalizzato e studi una strategia digitale ad hoc che si adatti alle tue esigenze oppure puoi continuare a leggere e scoprire come aprire un ecommerce da zero.

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COME APRIRE UN ECOMMERCE DA ZERO

Questa è un’infarinatura indirizzata a chi ha già un’attività avviata e desidera espandersi sul web, perciò non mi dilungherò troppo sulle questioni burocratiche ma mi concentrerò sugli aspetti tecnici e pratici.

1) Scegliere la piattaforma

Le opzioni principali sono tre:

  • Sistemi open source: sono piattaforme completamente modificabili in tutto e per tutto e rappresentano, di solito, la scelta migliore. I nomi più famosi in questo campo sono Woocommerce, Magento e Prestashop. Questo sistema presenta una curva di apprendimento piuttosto ripida e quindi non è adatto a chi vuole improvvisare o a chi si affaccia a questo mondo per la prima volta. Rappresenta comunque, secondo me, la scelta più professionale.
  • Piattaforme in affitto: pagando una quota mensile o annuale ad una piattaforma si ottiene uno spazio per il proprio sito web ecommerce che tuttavia rimane subordinato alla piattaforma stessa; è il caso di aziende come Wix o Shopify. In questo caso le personalizzazioni e i servizi offerti sono limitati dall’abbonamento scelto, quindi il risultato è un sito piuttosto anonimo e poco professionale ma può essere un buon compromesso per chi inizia.
  • Ecommerce proprietario: un sito web costruito da zero, solitamente programmando ogni singolo aspetto. Benché sia la soluzione più professionale e di maggior impatto a livello visivo, l’investimento iniziale è non è cosa da poco e la manutenzione è più complicata che per gli altri casi.

 

2) Riempire il catalogo

Questo è il cuore del tuo ecommerce, dove caricherai tutti i prodotti. Per ognuno di essi dovrai inserire immagini accattivanti, le specifiche (dimensioni, peso, ecc…) e soprattutto una descrizione esplicativa che faciliti la ricerca del prodotto tramite la barra di ricerca.

Ricordati di inserire il numero delle scorte in magazzino per evitare di ricevere più ordini di quanti ne possa soddisfare.

 

3) Scegliere i metodi di pagamento

Offrire diversi modi per pagare è un servizio in più per i tuoi clienti. Ricorda che venire incontro alle loro esigenze dovrebbe essere una prerogativa di ogni commerciante, sia online che offline.

I metodi più diffusi oggi sono tramite carta di credito o Paypal, mentre il pagamento tramite bonifico e quello per contrassegno stanno pian piano scomparendo. Qualunque sia la tua scelta, la procedura per integrare il metodo scelto sul tuo store online di solito è guidata e molto semplice.

 

4) Contenuti e SEO

Un ecommerce non è solo prodotti. Per scalare le classifiche di Google e farti trovare da più utenti possibili è importante fare un buon lavoro di SEO, che per gli ecommerce è di fondamentale importanza.

Scopri quali sono le parole chiave più importanti per il tuo brand o per un tuo specifico prodotto e fai in modo di inserirle sia nelle descrizioni che negli alt text. Apri un blog annesso all’ecommerce dove scrivere articoli relativi alla tua azienda e agli argomenti di tendenza che possono toccare il tuo settore: questo ti aiuterà a velocizzare il processo.

 

5) Personalizzare il sito

È importante che il tuo ecommerce segua lo stesso stile del tuo negozio fisico. In questo modo i visitatori sapranno subito che stanno entrando nel tuo sito e che stanno facendo acquisti da te.

Una coerenza di immagine è importante ai fini di brand awareness e professionalità perciò impara fin da subito quanto e come puoi modificare il tuo sito web per rimandare mentalmente il più possibile al tuo negozio nel mondo reale.

 

Aprire un ecommerce con il covid

6) Web marketing e pubblicità

Il tuo obbiettivo è di vendere il più possibile, quindi dovrai pubblicizzare a più non posso il tuo ecommerce. Per farlo ci sono infiniti modi, dal già citato blog ai social network fino a Google Ads; sta a te scegliere i canali che secondo te si adattano di più al tuo business e imparare ad usarli al meglio.

Considera che ogni mezzo di comunicazione ha tempi di apprendimento diversi e soprattutto costi diversi, perciò informati bene prima di cominciare.

 

7) Consegnare l’ordine

Il tuo lavoro finisce solo quando il cliente riceve ciò che ha ordinato, perciò dovrai occuparti anche della parte di imballaggio e spedizione del prodotto. Dovrai informarti tra le varie ditte di spedizioni per capire quale faccia al caso tuo, chi sia la più economica e così via.

Un tocco di classe potrebbe essere investire in prodotti per l’imballaggio unici per il tuo brand come scatole, etichette e nastri adesivi con su stampato il logo della tua attività. I clienti notano questi dettagli.

Come ho già detto prima, questa è solamente un’infarinatura e copre appena le basi di un argomento veramente molto ampio e discretamente complesso perciò consiglio a chiunque voglia muoversi in questa direzione di informarsi bene prima di iniziare.

Per chi invece non vuole fare tutto da solo ma preferisce affidarsi ad un professionista del settore, consiglio caldamente di contattarmi tramite il modulo qui sotto.

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