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Coronavirus: l’occasione d’oro per l’ecommerce

Coronavirus: l’occasione d’oro per l’ecommerce

Coronavirus: l'occasione d'oro per l'ecommerce

Sarò diretto: se non aprirai un e-commerce per il tuo business entro un paio di anni al massimo dovrai chiudere bottega.

Fine.

Nessun lieto fine, nessun bonus statale per le imprese, niente.

Dichiari bancarotta e ti arrangi, semplice.

Tranquillo, questo articolo non serve per fare terrorismo psicologico e basta, sono qui per convincerti a salvare la tua attività prima che sia troppo tardi.

Se ci pensi, non è nulla di così assurdo. Durante il lockdown nessuno poteva uscire per acquistare qualcosa che non fosse un bene di prima necessità, quindi ci siamo spostati tutti online, dove possiamo comprare qualsiasi cosa senza esporci al rischio del contagio o infrangere qualche decreto.

Infatti negli ultimi mesi l’e-commerce in Italia ha avuto il 75% di nuovi utenti e 2 milioni di consumatori abituali in più, passando da 27 milioni a 29 milioni! Numeri da capogiro se si pensa che solo il 12% delle aziende italiane opera in questo settore.

Credi che si tratti solo di un fenomeno passeggero? Be’, ti sbagli di grosso allora, perché dal 2014 al 2019 il fatturato complessivo del settore è salito del 43,5% e le stime per il 2020 preannunciano di sfiorare il 55%.

Questa emergenza ha squarciato il velo di diffidenza che rivestiva il commercio online non solo per le grandi industrie, ma anche per i piccoli commercianti; chiunque può aprire un e-commerce per il proprio negozio e iniziare a vendere suoi prodotti con investimento minimo, anche chi banalmente possiede una bottega di quartiere.

I prodotti più acquistati durante il lockdown

Se infatti all’inizio erano solo le aziende che vendevano beni di prima necessità a goderne, nei prossimi mesi la situazione cambierà: una volta raggiunta una nuova stabilità e un allentamento delle norme legislative, saranno altre attività a beneficiare di questa situazione, come ad esempio quelle legate al giardinaggio, all’attività all’aria aperta e al tempo libero in generale.

Questo è un gioco a cui tutti possono partecipare, basta crederci e affidarsi a un professionista, altrimenti si possono incontrare alcuni problemi di cui ho già parlato in un precedente articolo (LINK).

L’Italia è sempre stata arretrata in questo campo, su questo non si discute, ma questa sfortunata occasione permetterà a molti imprenditori di inserirsi in un mercato ancora fertile e in costante crescita. In un certo senso è triste pensare che i negozi fisici possano sparire nei prossimi anni, ma credo che sia molto peggio vederli fallire piuttosto che aggiornarsi e rimanere al passo con i tempi.

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